Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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04/10/2009

Don't stop the music

Vorrei raccontarvi di come, nel giro di pochi giorni, due donne mi abbiano mostrato la bellezza pura descrivendovi i suoni, le voci, le vibrazioni che mi hanno fatto tremare, l'eleganza dei gesti, l'armonia dei corpi, ma temo che le mie parole non rendano onore al merito di tanta bravura. Vorrei farvi sentire quello che ho sentito io, la forza di donne tanto delicate nel loro apparire quanto impetuose nel modo in cui ti travolgono. Entrambe con la chioma fulva e gli occhi di ghiaccio, la pelle di luna e la consapevolezza di essere bellissime.
Vorrei potervi descrivere la sensualità di Tori Amos, la carica erotica nel premere quei tasti bianchi e neri, quel suo modo di mettersi a cavalcioni sullo sgabello più felice del mondo, i tacchi a spillo sui quali in perfetto equilibrio passa indistintamente da un pianoforte a coda alle tastiere, la sua voce limpida e cristallina che esplode su un motherfucker o danza morbida verso la crocifissione.
E poi parlarvi dell'eleganza di Lou Rhodes, che a piedi nudi sorseggia tè in perfetto British style, ringrazia il pubblico in estasi, celando dietro al volto mariano occhi decisi e coscienti di aver rapito gli astanti. Raccontarvi di come sia stata capace, accompagnata dall'inseparabile Andy Barlow, polistrumentista inarrestabile, e da Jon Thorne, acido contrabbassista bohemienne, di sollevarmi sulle ali del suo Gabriel per poi scaraventarmi nel loop del trip-hop e iniziarmi a un viaggio lisergico. Tutto senza mai perdere la compostezza.
Vorrei riuscire a parlarvi di tutto questo, ma non so se sono in grado di trovare le parole.




postato da: Modesta alle ore 17:03 | link | commenti
categorie: music, suoni
21/03/2009

I can't get no...

 

postato da: Modesta alle ore 02:13 | link | commenti
categorie: visioni, music, suoni, prima di andare a dormire
10/01/2009

Salvami dalla realtà


Nel caso un giorno il cielo esplodesse
tu mi terresti le mani calde
almeno sino a quando il peggio sarà passato?
Nel caso un giorno non credessi più a niente tu
sapresti aiutarmi a correre ancora da sola
desiderando ogni bene per me stessa?




postato da: Modesta alle ore 16:17 | link | commenti
categorie: visioni, music, suoni, consigliato
30/12/2008

 

postato da: Modesta alle ore 21:17 | link | commenti (5)
categorie: visioni, music, suoni
20/12/2008

Somewhere in her smiles she knows
that I don't need no other lover




postato da: Modesta alle ore 20:27 | link | commenti
categorie: visioni, music, suoni
09/12/2008

Muri di suono

Vabbè insomma alla fine questa tre giorni di ponte si è chiusa in bellezza. Ieri sera all'Init ho assistito all'esibizione dei Deflore, amici prima che bravi musicisti, che ogni volta mi stupiscono per i passi avanti che hanno fatto negli anni dalla prima volta che li vidi. Riescono a farmi piacere il noise,/industrial che francamente dopo il secondo pezzo generalmente mi sfracella i timpani, ma loro no. Abbandonato il puro muro di suono le contaminazioni elettroniche che hanno aggiunto a basso a chitarra mi piacciono parecchio.
Dopo di loro siamo passati agli "Shit & Shine", nome tutto un programma, e qui sì che il muro di suono era duro come cemento armato. Ho contato 5 postazioni di batteria sotto al palco, più due sul palco, per un totale di sette (sì lo so che sapete contare ma riuscite a rendervi conto di cosa possono fare 7 batterie tutte insieme in un locale che è poco più di un vecchio capannonne rimesso a nuovo di dimensioni modeste? Ecco, esattamente quello che state pensando). Questi  5 ragazzi angloamericani (3 bassisti e due batteristi) cercano in ogni posto dove si esibiscono, altri batteristi disposti a suonare con loro. In genere il gruppo locale che gli fa da apertura, in questo caso i Deflore, gli dà una mano a reclutarli. Nello specifico la loro esibizione consiste nell'esecuzione di due pezzi, di circa mezz'ora l'uno in cui suonano in loop lo stesso tempo di batteria (tutti e sette in questo caso) con sopra solo qualche leggera variazione di basso.  Insomma un looppone infinito di batteria e basso, con qualche effetto distorto qua e là. Dopo qualche minuto vai in trance, il cervello enta in loop dietro di loro ed inizi a giocare sui rullanti. Questo c'è, azz fuori tempo di una battuta, no no eccolo che rientra. Tutti concentratissimi, che sembra una boiata ma tenere lo stesso tempo per 40 minuti consecutivi e farlo soprattutto in linea con altre casse  e rullanti non è per niente semplice. Poi io mi sono incantata sulle braccia di uno dei batteristi ma questa è un'altra storia. Il secondo pezzo non l'ho visto, era tardi, ci siamo defilati. Ho reincontrato vecchi amici che non vedevo da una vita e mi sono presa una barilata di freddo. Insomma bella serata. Mi sono svegliata con i rullanti ancora nelle orecchie ma nel complesso direi che è andata bene.

postato da: Modesta alle ore 10:51 | link | commenti
categorie: music, roma, suoni
08/12/2008

Tre lunghi giorni di ozio assoluto. Tanta, tanta musica. Mi sono innamorata di loro




che reinterpretano magistralmente loro





e mi ci sono persa riascoltandoli diecine di volte stupendomi ad ogni ascolto di più per l'assoluta mancanza di confine tra un genere e l'altro, apparentemente così opposti. La fusione totale di acustico ed elettronico.

Poi improvvisamente mi è venuta una gran voglia di ascoltare questa versione

 
A million times I ask you,
And then I ask you over again.
You only answer
Perhaps, perhaps, perhaps





E ora riemergo dal liquido amniotico e mi riaffaccio al mondo. Si va ad ascoltare loro.

postato da: Modesta alle ore 20:36 | link | commenti
categorie: music, suoni, consigliato
05/12/2008

House-tango

Sono simpatici questi Gotan. Ti fanno annusare aria di milonga ma muovere il fondoschiena a tempo di house. Si presentano nascosti dietro un telone trasparente sul quale vengono proiettate immagini e l'inizio è affidato ai pezzi più soft, tanto che Vuelvo al Sur la sfoderano subito come secondo pezzo, per poi aumentare il ritmo man mano che la serata va avanti. L'ingresso di una coppia di tangheiri coincide con il levarsi del telone che scopre un quartetto d'archi, un pianoforte, un bandoneon, una chitarra acustica, la voce femminile e i due francosvizzeri nascosti dietro ai loro synth e all'immancabile meletta illuminata che spicca nel buio del palco. Tutti, ad eccezione della meletta, rigorosamente in nero.
E' di nuovo affidata alla coppia di danzatori il cambio scena, che apre la seconda parte dello show, meno tangheira e più cassa dritta. E per questo uns uns uns l'abito diventa rigorosamente bianco. Le immagini ora sono proiettate sullo sfondo, e si passa da Adrian Brody, che poggia delicatamente la puntina su un grammofono per dare il via a un tango classico (non conosco il film, anzi benvengano precisazioni in merito), ai rapper argentini (che di diverso dal rapper americano hanno solo la lingua, per il resto è rap, punto, ci sarà pure una base vagamente tangheira ma sempre rap rimane), ad immagini panoramiche di Buenos Aires prima e della terra dei gauchos poi. Man mano che la serata va avanti resta sempre meno buenaires per lasciare posto a tutte le contaminazioni house e dance  francesi (si riconoscono gli albori dell'house anni '90, ma anche un pò di Daft Punk e di Etienne de Crecy).

Nel complesso la serata è positiva anche se i suoni elettronici coprono troppo gli strumenti, chitarra e piano quelli che ne soffrono di più, tanto che un pò ti viene da chiederti il perchè della loro presenza. Notevole il quartetto d'archi di sole donne con tanto di assolo ben riuscito. Non particolarmente esaltanti i due tangheiri, che sì che per apprezzare bene le loro giravolte sarebbe stato molto meglio poter vedere il gioco di gambe, ma emozionalmente poco trascinanti. Quando scatta la cassa dritta si aprono le danze anche tra il pubblico, ma ad onor del vero, a parte qualche caso, li preferisco di gran lunga quando non si discostano troppo dalle milongas argentine. Mi piace l'uso che fanno dell'elettronica e le loro contaminazioni applicate al tango classico, ma in almeno un paio di occasioni ho dimenticato di essere al concerto dei Gotan Project e ho creduto di essere in un qualche locale da sabato sera. E lì m'è piaciuta un pò meno la cosa. Non che non gradisca muovermi sulla cassa dritta, anzi, però in questo caso il tutto è risultato un pò kitch. Tra tutte quella che proprio non sono riuscita a mandar giu è la versione di Libertango cantata. Già lo fece Grace Jones con un discreto risultato, che bisogno c'era di aggiungerci anche la cassa dritta? Ecco questo forse Piazzolla non lo avrebbe gradito. Io di certo non l'ho fatto.

postato da: Modesta alle ore 11:54 | link | commenti
categorie: music, roma, suoni
02/12/2008

Sgrunt

Mod impaziente aspetta che C. ed M. si sbrighino a suonare quel cacchio di citofono che 35.00 euri ci manca solo che arriviamo pure in ritardo! Aarrrgggggh!

apdeit
arrivata in tempo e goduta una piacevole serata. Per i dettagli alla prossima puntata.

postato da: Modesta alle ore 20:48 | link | commenti (2)
categorie: music, roma, suoni
25/11/2008

Please could you stop the noise
I'm trying to get some rest



Piove, piove, continua a piovere. Acqua che lava, pulisce, toglie la patina polverosa. E' freddo. E' la vita che si richiude su se stessa, si rannicchia, cerca calore, lascia posto al buio e lui arriva sempre più presto. Ma questo siamo. Parte del ciclo, delle stagioni. Abbiamo bisogno di riposare, di riprendere le forze e per ogni vita spazzata via c'è n'è un'altra che ha appena aperto gli occhi. E' così che il genere umano va avanti, da che esiste. Inverno. Decadenza. Eppure è li che sta il seme. Nascosto sotto terra, si prepara a diventare forte, a mettere radici. Siamo abituati a riconoscerlo solo quando alza la testa e si manifesta, ma lui era lì già da prima. Non esiste vita senza morte e viceversa. Questo è il momento in cui tutto sembra morire. In realtà si sta solo preparando la rinascita. E c'è una musica per tutto. Ci sono note che rimbalzano su queste mura solo in momenti come questo. Sono suoni invernali. 



 

postato da: Modesta alle ore 21:23 | link | commenti
categorie: citazioni, visioni, music, suoni
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