Sono simpatici questi Gotan. Ti fanno annusare aria di milonga ma muovere il fondoschiena a tempo di house. Si presentano nascosti dietro un telone trasparente sul quale vengono proiettate immagini e l'inizio è affidato ai pezzi più soft, tanto che Vuelvo al Sur la sfoderano subito come secondo pezzo, per poi aumentare il ritmo man mano che la serata va avanti. L'ingresso di una coppia di tangheiri coincide con il levarsi del telone che scopre un quartetto d'archi, un pianoforte, un bandoneon, una chitarra acustica, la voce femminile e i due francosvizzeri nascosti dietro ai loro synth e all'immancabile meletta illuminata che spicca nel buio del palco. Tutti, ad eccezione della meletta, rigorosamente in nero.
E' di nuovo affidata alla coppia di danzatori il cambio scena, che apre la seconda parte dello show, meno tangheira e più cassa dritta. E per questo uns uns uns l'abito diventa rigorosamente bianco. Le immagini ora sono proiettate sullo sfondo, e si passa da Adrian Brody, che poggia delicatamente la puntina su un grammofono per dare il via a un tango classico (non conosco il film, anzi benvengano precisazioni in merito), ai rapper argentini (che di diverso dal rapper americano hanno solo la lingua, per il resto è rap, punto, ci sarà pure una base vagamente tangheira ma sempre rap rimane), ad immagini panoramiche di Buenos Aires prima e della terra dei gauchos poi. Man mano che la serata va avanti resta sempre meno buenaires per lasciare posto a tutte le contaminazioni house e dance francesi (si riconoscono gli albori dell'house anni '90, ma anche un pò di Daft Punk e di Etienne de Crecy).
Nel complesso la serata è positiva anche se i suoni elettronici coprono troppo gli strumenti, chitarra e piano quelli che ne soffrono di più, tanto che un pò ti viene da chiederti il perchè della loro presenza. Notevole il quartetto d'archi di sole donne con tanto di assolo ben riuscito. Non particolarmente esaltanti i due tangheiri, che sì che per apprezzare bene le loro giravolte sarebbe stato molto meglio poter vedere il gioco di gambe, ma emozionalmente poco trascinanti. Quando scatta la cassa dritta si aprono le danze anche tra il pubblico, ma ad onor del vero, a parte qualche caso, li preferisco di gran lunga quando non si discostano troppo dalle milongas argentine. Mi piace l'uso che fanno dell'elettronica e le loro contaminazioni applicate al tango classico, ma in almeno un paio di occasioni ho dimenticato di essere al concerto dei Gotan Project e ho creduto di essere in un qualche locale da sabato sera. E lì m'è piaciuta un pò meno la cosa. Non che non gradisca muovermi sulla cassa dritta, anzi, però in questo caso il tutto è risultato un pò kitch. Tra tutte quella che proprio non sono riuscita a mandar giu è la versione di Libertango cantata. Già lo fece Grace Jones con un discreto risultato, che bisogno c'era di aggiungerci anche la cassa dritta? Ecco questo forse Piazzolla non lo avrebbe gradito. Io di certo non l'ho fatto.