Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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02/08/2009

Circles

L'età adulta. Perché nonostante tutti i giochi, di questo si tratta. Si diventa "grandi" ogni giorno un pezzetto di più. Non so se sarò mai madre, compagna, non me ne sono mai fatta un problema, nemmeno ora che il così detto orologio biologico ticchetta sempre più veloce. Ma credo di aver capito che non potrò mai essere genitore finché non avrò esaurito il ruolo di figlia.
Accadono una serie di piccole, grandi cose che somigliano ai cerchi concentrici che si formano nell'acqua al lancio di un sassolino. Ma i miei cerchi non si allontanano sempre più fino a sparire com'è naturale. No, i miei cerchi si riavvicinano via, via al centro, al nucleo originario, al primo piccolo pluff generato dal lancio. Si sono allontanati troppo e troppo presto, ed ora hanno bisogno di capire da dove sono stati creati.
Quando avevo più o meno 10 anni mi innamorai del pianoforte. Iniziai a prendere lezioni e già questo era di per sé un miracolo, perchè noi, famiglia proletaria, queste cose da ricchi non ce le potevamo permettere. Nella mia scuola elementare c'era un'insegnante molto brava e paziente che ebbe fiducia in me nonostante fossi l'ultima arrivata. Il mio entusiasmo ed il suo appoggio mi portarono a raggiungere in pochi mesi il livello di preparazione dei miei compagni, che suonavano da molto più tempo di me. Molti di loro avevano un pianoforte a casa, io no. Così un amico di famiglia mi regalò una tastierina bontempi minuscola, e a me pareva il più bel pianoforte a coda che potesse esistere sul pianeta. Passavo ore a esercitarmi su scale e brani classici che ci davano da studiare, e a cercare di rifare ad orecchio i pezzi pop che andavano all'epoca. Ricordo bene "shout" dei Tears for Fears. Che soddisfazione quando le mie piccole dita riuscivano a riprodurre lo stesso suono.
La scuola finì, e con essa le mie lezioni di pianoforte. Iniziarono gli anni delle medie, le prime cotte, l'adolescenza. La musica restò parte essenziale delle mie giornate, ma solo in qualità di ascoltatrice. Sapevo che la mia impossibilità era stata solo economica, che se i miei genitori avessero potuto mi avrebbero volentieri aiutato a studiare e ad andare avanti. Ma intimamente, una piccola parte di me, era arrabbiata con loro, perchè ai miei occhi non avevano compreso il talento e le doti che tutti gli addetti ai lavori mi attribuivano. Perchè investire in una figlia che vuole fare l'artista non dà frutti. Non è un lavoro, non ti fa mangiare.
Negli anni la musica ha continuato ad accompagnarmi fedelmente. Ho frequentato studi di registrazione, scuole di musica, ho avuto relazioni con musicisti, ma non ho più provato a suonare, a parte qualche rara ecccezione. Avevo rinunciato al sogno e mi accontentavo di ammirare i sogni degli altri. Queste cose si iniziano da bambini e poi si portano avanti. Non si diventa concertisti o musicisti affermati iniziando a suonare a 30 anni. Ma è davvero questo il punto? Diventare musicisti affermati?
Sono stata a trovare i miei genitori. Mio padre sorrideva felice. "Ho una sorpresa per te. Una sorpresa che non puoi immaginare". E non avrei davvero potuto immaginarla. E così ho capito. Quella che per me è stata una dolorosa rinuncia, è stato un altrettanto doloroso rifiuto per loro. Ma io, al tempo, non lo capii.
Sono passati più di vent'anni ed oggi, a 35 anni, ho toccato con mano il mio primo pianoforte.

postato da: Modesta alle ore 22:40 | link | commenti (2)
categorie: cronache familiari, stati emozionali
10/07/2009

Le persone cattive fanno della rabbia e dell'irascibilità il loro cavallo di battaglia. Ci godono a metterti in difficoltà, ad attaccarti. Cercano il tuo punto debole e poi ti atterrano.
Ma c'è anche la rabbia che nasce dall'impotenza. E' quella di chi reagisce con irruenza non per cattiveria, non per colpire. Ma per difendersi. Dall'impossibilità di azione, dalle emozioni represse, dall'inaspettato, da sè stessi.
Le differenze sono tante. Basterebbe essere presenti e guardare negli occhi la persona che ci ha apparentemente attaccato, per capire che quella è tutt'altro che rabbia.

postato da: Modesta alle ore 14:53 | link | commenti
categorie: stati emozionali
02/07/2009

Caro blog

Splinder mi fa gli scherzi ultimamente. Pubblico un post che poi non mi fa vedere, da qualche parte c'è, gughelrider lo fidda ma nessuno lo legge. Forse s'è offeso un po' che ultimamente la trascuro, ma non me ne voglia Sig. Blog, è un periodo strano dove se da una parte affido sempre meno pensieri e sfoghi a lei, dall'altra esploro i socialcosi e mi spingo addirittura agli incontri vis-à-vis.
Sono passati un paio d'anni da quando ho aperto questo spazio (ha ragione, mi scusi ho anche dimenticato il suo compleanno). Ho già detto più volte che iniziare a scrivere qui ha coinciso con un momento particolare, con un punto doloroso messo dopo anni di tira e molla e di incomprensioni. Qualcosa finiva, qualcos'altro iniziava. Oggi nascondo pensieri ed emozioni proprio a chi tempo fa volevo li leggesse, per forza di cose, perché deve essere così, anche se si fa un po' di fatica ad accettarlo. Quello che non mi aspettavo è che anche in the net ci si abituasse a piccole cose, ci si affezionasse alle persone. Un saluto mattutino, uno scambio di battute, l'attesa per una risposta, o per un pallino che da grigio diventa verde. Piccole azioni quotidiane diventate un punto fisso come il caffè del mattino. E fa strano non dover aspettare più nulla. Sì le sembrerà ridicolo e magari un po' di ragione ce l'ha anche lei, è ridicolo, che vuole che le dica, non ci credevo nemmeno io. Eppure proprio come in the real life quando le cose cambiano ti devi riabituare. Nell'elenco dei messaggi che arrivano, quel nome prima sempre in alto, piano, piano sparisce dalla prima pagina e resta indietro, portandosi con sè parecchie cose. 
Più di tutte emerge una banale verità: le parole sono soltanto parole e nella maggior parte dei casi non corrispondono alla realtà dei fatti e dei sentimenti. Le persone, chissà poi perché, non dicono quasi mai quello che sentono davvero, finchè non si ritrovano a dover fare i conti per forza e sono costretti a scoprire le carte. Si dicono tante cose per carineria, per ruffianeria, per attirare l'attenzione o al contrario per allontanarla, ma se quelle parole non sono accompagnate da uno sguardo, da un'azione, tali restano, parole. E non ci si metta anche lei, lo so che c'era da aspettarselo, ma quando il "me lo dovevo immaginare" diventa "è così, punto", ci si resta male, poi mi dia pure dell'idiota non mi offendo, anzi me lo dico da me. Fatto sta che anche questa rete ultimamente mi sta un po' stretta, un po' perchè non sono brava a limitarmi e a fare la diplomatica, un po' perchè next time, semmai ci sarà una prossima volta, sarà per forza di cose diverso. No, no stia tranquillo non le attacco un pippone su quanto si rimanga feriti e sfiduciati verso il genere umano tutto, perchè poi in realtà non è così e non è questo il punto. Ma la prima volta, in tutto anche nel web, è quella più spontanea perchè c'è la novità, il non conoscere le conseguenze, gli ostacoli, tutti gli aspetti negativi della situazione. Te la vivi per come viene, senza un termine di paragone, un confronto con un'esperienza precedente ecc, ecc. Ingenuità dice? Forse, ma direi più genuinità, almeno per quanto mi riguarda.
Ora mi ritrovo nella situazione del se non vedo non credo (non che mi riesca difficile, teoria già ampiamente applicata alla "vita reale") però non è bello. Si perde un po' in spontaneità non trova? Sì, sì lo so non ci si deve mai aspettare nulla, tantomeno in una situazione assurda, quasi ridicola oserei dire, come questa. Ma che ci vuole fare? Sono un essere umano anch'io e come tale imperfetto, ed ho la capacità di ficcarmi nelle situazioni più nebulose. E' che ogni tanto me lo dimentico, soprattutto quando individuo uno spirito affine, ma questa è un'altra storia.
E' un post inutile questo? Dice? Ma no, va segnato sul calendario invece, alla voce "Mod ricorda bene" così magari in futuro non ci si ricasca.
...a ripensarci ha ragione lei, non serve, so che non accadrà di nuovo. Allora facciamo che ce lo teniamo per sugellare una fine? Vogliamo metterla così?
Mi stia bene e non si offenda; lo vede che ogni tanto ripasso ad aggiornarla? Ancora non l'ho dimenticata devo prima finire di dimenticare altre cose.
La saluto.
Mod

ora mi raccomando, me lo pubblichi tra un paio di giorni anche questo eh

postato da: Modesta alle ore 17:09 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista, stati emozionali
12/06/2009

Piccole cose di valore non quantificabile

Raramente mi accade di ricordare le battute di un film visto una sola volta. Anzi, credo non mi sia mai accaduto prima. Ricordo tutto. Dov'ero, con chi, la posizione in cui ero seduta. Quattro, forse cinque anni fa. Questo cortometraggio mi colpì per la dolcezza con cui mi sferrò un pugno allo stomaco. Oggi, grazie alla rete, ritrovo una piccola perla di cinematografia italiana e mi commuovo quando la riconosco alla prima battuta. Sarò scema, ma sì mi commuovo perché la cercavo da tempo. Ho fotografato quei dieci minuti della mia vita e ricordo tutte le decine di sensazioni provate contemporaneamente non appena sono giunta all'ultimo frame.
Mi colpì, e mi colpisce tuttora, la bravura del regista nell'aver saputo narrare questa storia con tanta delicatezza. Non aggiungo altro perchè vorrei che lo vedeste senza sapere nulla, così come lo vidi io. Ma fidatevi merita davvero tanto.




postato da: Modesta alle ore 21:22 | link | commenti (4)
categorie: visioni, consigliato, stati emozionali
06/06/2009

Windy

Svegliata dalle finestre che sbattono, colpa del vento forte che tira da stamattina. Il cielo è grigio, l'aria calda, ovattata. Avrei voluto dormire di più, ancora una volta.
Sono andata a votare con mio padre, non ricordo sia mai accaduto prima e me lo guardo mentre siamo in fila in attesa delle schede. La mia base politica la devo a lui, a quest'uomo d'altri tempi in panciotto e borsalino. Non solo quella gli devo. Mi ha trasmesso valori ormai fuori moda che profumano di onestà, di rispetto, di giustizia. Gliene sarò sempre grata, ma faccio una gran fatica a portarli avanti. E' difficile trovare un equilibrio tra ciò in cui si crede e il mondo reale. E' il trauma più grande che si vive crescendo. Ti insegnano a credere negli altri, a donarti, a lavorare duro, ad amare. Ti ritrovi trentenne a chiedergli: perchè non mi avete detto la verità? Sai che hanno ragione loro. Che non sei tu la disadattata estranea a buona parte dei discorsi che senti, alle vite che incontri, agli sguardi che incroci. Ma qualcosa lì fuori è cambiato. Le persone sono peggiorate.
No, non credo di essere io la malata, la strana, ma appartengo ad una minoranza. E le minoranze si sa, non fanno quasi mai una bella fine. (cit)

postato da: Modesta alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista, stati emozionali
24/05/2009

Fermo immagine

Agosto. Uno dei tanti villaggi estivi in cui ho lavorato. No, non è vero non è uno dei tanti, è IL villaggio. Quello che ha dato inizio a tutto. Il posto senza il quale io e te non ci saremmo mai incontrati. Sono seduta a riva. Il cielo di colpo diventa plumbeo. Inizia un acquazzone rinfrescante. Vedo le gocce di pioggia rimbalzare sul mare. I pesci guizzare. Gli ospiti scappano via. Ho solo pochi minuti prima di essere obbligata a rientrare. Se piove, bisogna organizzare qualcosa al chiuso.  Ma io mi godo questo momento magico, questo piccolo spazio di tempo rubato. Ti vedo arrivare dall'altra parte della spiaggia a bordo del tuo windsurf. Lo so che con questo vento non puoi rinunciare. Ti aspettavo. Sparisci a largo guidato dal vento, le braccia muscolose, gli addominali tesi, l'acqua che ti scivola addosso senza incontrare resistenza. E' il tuo habitat naturale, lo è sempre stato. Ti riavvicini a riva. Scendi dalla tavola e mi sorridi. Sei bello come il sole. Lo sono anch'io. Ti avvicini senza parlare, mi dai un bacio e te ne rivai. E' passato tanto tempo, e quei ricordi li conservo con cura. Non sono più dolorosi da un pezzo. Sono ricordi. Belli. Nostri. E' qualcosa che abbiamo vissuto e nessuno ce lo può togliere. So che finalmente dopo anni hai trovato qualcuna che possa starti vicino. Ti chiamerò prima o poi per dirti che sono contenta. Lo farò, perchè è vero, lo sono. Non brucia più, da parecchio. E questi flashback mi ricordano solo quanto sia stata fortunata. Perchè quell'amore lì, almeno una volta, io l'ho provato sulla pelle.

postato da: Modesta alle ore 21:10 | link | commenti
categorie: stati emozionali
03/05/2009

Shhh

No, non c'è nulla da dire.

postato da: Modesta alle ore 17:47 | link | commenti
categorie: stati emozionali
25/04/2009

Rinascita

Avevo un balcone ricco di fiori, di ogni specie, colore e dimensione. Ho passato giornate a concimare, travasare, innaffiare, godendomi lo spettacolo dei piccoli germogli che crescevano, di giorno in giorno, diventando via, via più belli e forti. Poi l'assenza estiva ha fatto una strage, buttando all'aria mesi di cura e di attenzione. Così mi sono arresa mio malgrado e non ci ho provato più.
Sono passati un paio d'anni dall'ultima volta che ho potuto godere del mio piccolo spazio multicolore. Stamattina, appena sveglia, mi sono affacciata al balcone e l'ho vista. Se ne sta lì dritta e fiera col suo fiorellino viola profumatissimo che mi sorride. Ha fatto tutto da sola, si è nutrita del sole e delle piogge, si è fatta strada tra la sterpaglia ed è rinata. Quella che sembrava solo terra arida e abbandonata nascondeva vita ed adesso è li sotto ai miei occhi a ricordarmi che sono io la terra, il seme, il fiore.

postato da: Modesta alle ore 13:46 | link | commenti
categorie: stati emozionali
14/04/2009

Ci sono giornate che vorrei cancellare. Giorni in cui lo stomaco è serrato, la testa pesante. La voglia di fare qualsiasi cosa è poca, la percezione del tempo che passa è forte, la comprensione verso il genere umano, più o meno prossimo, è nulla. Sapere che basterebbe poco a correggere la direzione sbagliata, ma quel poco non c'è e il nervosismo non fa che aumentare, che l'errore è partito da me e che avrei dovuto essere più attenta. Comportarsi da stupidi rende stupidi, poco importa se in dotazione ci avevano messo una discreta fornitura di intelligenza.

postato da: Modesta alle ore 11:31 | link | commenti (2)
categorie: stati emozionali
24/03/2009

Ciclica

Respiro. Un respiro lento e profondo, un'espirazione forte, a soffiar via il peso. Conto i giorni, il 24, sì capita spesso in questo periodo. Tento di non lasciarmi vincere dalla malinconia, dai pensieri sbagliati, dalle mancanze che ci sono state e da quelle che ancora ci saranno. Tento. Leggo lei, e non dovrei, non ora, non quando il mio stato d'animo è già grigio di suo. Ma ci sprofondo nelle sue pagine, nelle sue parole crude, nell'assenza di aggettivi, nel dolore che racconta. Mi ci immergo al punto che a stento riesco a trattenere il magone, e ricaccio dentro le lacrime, circondata da pendolari che si reggono agli appositi sostegni, persi anche loro, nel loro viaggio, nel loro tempo, nella loro vita. Forse, se quella lacrima scendesse non se ne accorgerebbero nemmeno, nascosta come sono nel sedile più in fondo, il viso coperto dal libro, il rumore dei binari solcati da tonnellate di ferro a coprire quello del naso che tira su. Avrei dovuto lasciarla uscire, allegerire il peso.
Rientro a lavoro e spero di essere sommersa di cose da fare, per non pensare, per distrarmi, per guardare altrove, e invece no. Continuo a sognare la stessa persona, anche lo scenario è quasi sempre uguale, cambia solo qualche piccolo particolare, e non capisco. Non mi spiego perchè, a che serve, cosa ancora dovrei capire? Cosa manca ancora? Mi sveglio immersa in un bagno di sudore, nemmeno fosse agosto, confusa, stranita, triste. Così passo a salutare il mio uomo preferito. Da un pò di tempo a questa parte me lo guardo chiedendomi fino a quando ancora avrò la fortuna di poterlo toccare, vederlo sorridere, ascoltare i suoi racconti di una Roma, di un'Italia che non c'è più. Poi dici il magone.
E per concudere c'è che è primavera e primavera significa risveglio, e lo vorrei condividere questo risveglio, se no a che serve tanta bellezza? Così lo rimando, e il cielo plumbeo di oggi sembra darmi una pacca sulla spalla, "sì, dai rimandiamolo un pò".
Stasera mi tufferò qui, in cerca di distrazione e risate, seppur amare, nonostante il rischio, molto alto, di reincontrare un fantasma che ho appena finito di scacciare.
E domani, come diceva qualcuno, è un altro giorno.

postato da: Modesta alle ore 16:04 | link | commenti
categorie: stati emozionali
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