Si respira aria primaverile da queste parti. Quel profumo di erba nuova, di gemme che si preparano alla fioritura, di getti nuovi delle siepi che dividono cortili e balconi, pizzicano le narici e mettono di buonumore. E' piacevole fare due passi baciata da questo sole caldo.
Mi avvio da Bulgari per comprare il mio panino quotidiano e mi metto in fila. C'è solo lui nei paraggi, fatta eccezione per ristoranti adatti a pinguini incravattati e donne canotto (sì mi riferisco alle labbra, un must da queste parti), perciò basta arrivare un paio di minuti più tardi per trovare la folla impaziente, che spera non finisca quell'angolo di pizza rossa che-cavolo-lo-volevo-io! Oggi dietro di me c'é una donna canotto, stranamente sfuggita a qualche tavola imbandita, una di quelle dame che a lei fare la spesa piace proprio tanto, potrebbe farne a meno ma lei ama così tanto selezionare con cura il suo caviale, il patè de fois gras di prima scelta, il prosciutto crudo solo-se-di-Parma-doc. Il gommone col rossetto evidentemente non è abituata alle file, e ci credo signora mia, sia mai i suoi gentil talloni si dovessero stancare troppo, così non fa che mugugnare, alle mie spalle, eh ma quanta gente, uff ma perchè non scorre questa fila, Dio mio se siete lenti. Perchè? Perche cara la mia donna Michelin sei venuta qui, oggi, all'ora di punta, l'ora in cui tutti, dal più piccolo impiegato al colletto bianco si mettono in fila e aspettano per mangiare, perchè? Chi ti ci ha mandato? Quale malsana idea di vita da comune mortale ti ha condotto qui? Ed è tutto un Anselmo mi consiglia questo, uh che delizia, che sapore superbo, una vera gioia per il palato. Con le vocali spalancate che nonostante tutta la tua mondanità da siliconata della capitale, il tuo accento ancora tradisce la provenienza, (signora mia, nemmmeno una lezioncina di dizione? Non si addice al tuo ruolo da regina del trespolo, su, su, non devo mica dirtelo io).
Mi sta addosso, me la sento dietro la schiena che preme per avanzare, (dove big-babol gigante, dove vuoi che vada, eh? C'è gente la vedi? Sì, gente, persone, dotate di braccia, gambe, occhi e stomaci da riempire esattamente come il tuo, forse meno nobile, ma a mangiare, mangiamo tutti sai? E' uno dei pochi reali bisogni nella vita di un essere umano. Sì ho detto essere umano, signora. Pensi, nè è pieno il mondo.) Si agita, è infastidita. Lei. Io conto mentalmente fino a 100.
Qui, ovviamente, la conoscono tutti, e vedo il salumiere ammiccare, sorridere, riempirsi la bocca di ma si figuri, ma certo, ma prego facci, facci pure, mentre il suo collega di fianco, richiama un prete che si sta allontanando senza aver trovato il suo cibo preferito, Padre, padre aspetti! e gli REGALA un pezzo di pizza bianca. Il salumiere non mi ha mai fatto un sorriso in tutti questi mesi, non che ne senta la mancanza, ma mi ero interrogata più volte sulla sua capacità di muovere i muscoli facciali. Non avevo contemplato l'essere ruffiano ed ipocrita, condizione essenziale del sorriso a comando, chiaramente finto. E mi domando perchè regalare un pezzo di pizza al prete quando io pago un misero panino 3 Euro ogni giorno e non mi avete mai scalato nemmeno 5 centesimi.
Quando arrivo alla cassa, Miss Gomma è ancora alle mie spalle, la sento mentre mi osserva da dietro i suoi occhiali scuri. Il cassiere, nonchè proprietario, mi dà il mio gioiello ripieno, ed io con voce pacata gli chiedo mi dà lo scontrino, per favore? - Ma certo signorina, gliel'ho già messo nella busta, ormai li conosco i miei clienti. In quell'ormai li conosco c'è tutta l'essenza di una certa onestà italiota. Te lo faccio lo scontrino, ma solo perchè so che me lo chiedi, non perchè sia cosa buona e giusta, soprattutto visti i prezzi che mi permetto di sparare. La signora alle mie spalle saluta calorosamente il proprietario in un tripudio di cavo, sicuvo, ma si figuvi. A lei lo scontrino non serve.
Finalmente fuori, annuso e guardo in alto. Meno male che torna primavera.