...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica
Sono belle queste galleries del "The Boston Globe" in cui mi sono imbattuta per caso un pò di tempo fa tramite non ricordo più quale link e/o feed. Questa in particolare colpisce nel segno al momento opportuno per noi italioti. Se avete tempo e voglia di leggere le didascalie di ogni foto, fatelo. E poi, se non volete sprofondare nella depressione e nella paura per quel che sarà, magari prendetevi una bella sbornia, fatevi una passeggiata, fate l'amore, insomma trovate un antidoto alla realtà se vi riesce. Per un attimo tutto passa. Poi domattina torna però.
Salvami dalla realtà quando arriva l'eclisse (cit).
Sono gli stati d’animo che condizionano noi, o viceversa? La testa, la mente, questo strumento potente, che governa organi, nervi, sensi, è lei che regola tutto, anche le emozioni. Che non vi illudete, anche se le sensazioni nascono apparentemente spontanee, è sempre lei che decide, e lo fa sulla base degli impulsi che abbiamo imparato a codificare, che abbiamo col tempo classificato in tanti piccoli cassettini che si aprono quando si tocca il pulsante giusto. E’ l’incapacità di saper controllare questo meccanismo che ci fa ammalare. Il cuore da solo, serve a poco. Se Mr Brain non gli dice di pompare sangue lui sta là inerte, inutile, non vale più di un dito o di un ginocchio. Tutto quello che ci abbiamo costruito intorno, il dolore, la gioia, i ricordi, non sono elementi esterni che si alternano a seconda di quello che accade. Siamo noi a richiamarli, ogni volta, in base a quello che ci hanno insegnato, che abbiamo imparato, sperimentato, catalogato nei cassetti di cui sopra, che ci portiamo dentro. Così ti insegnano che una mancanza equivale a sofferenza, e se non soffri, non piangi, non ti disperi, non sei umano. Troppo razionale dite? Al limite del cinismo? Forse.
Mi viene in mente un grosso albero di Natale. Prendiamo un abete, lo riempiamo di addobbi, luci, festoni, una bella stella cometa in cima ed eccolo lì, attacchiamo la presa della corrente e si illumina. Ci perdiamo nelle luci intermittenti, ci incantiamo sui colori. E l’albero? Che fine ha fatto l’albero? Eppure è lui che sostiene tutto il baraccone di decorazioni che ci abbiamo appiccicato sopra fino a soffocarlo, dimenticando che se non ci fosse l’abete tutto il resto non avrebbe ragione di essere. E’ da tempo che rifletto sul fatto che l’amore, così come ce lo hanno insegnato, non esiste. E’ uno stato mentale, è qualcosa che desideriamo così come avremmo voglia di un pezzo di cioccolata, ma raramente lo conosciamo. Ecco perché spesso è deludente, fa male, ci lascia sfiancati. Perché proiettiamo su qualcosa o qualcuno, idee, immagini, dimenticando
L’amore che dà solo se riceve in cambio non è amore. Quello che varia in base agli stati d’animo, non è amore. Quello che “non t’amo più perché tu non ami me”, non è amore. Quello che “oggi sì perché ne ho bisogno, ma domani sono forte e ce la faccio da solo”, non è amore. Amore è una parola grossa, spesso abusata, è per questo che l’ho usata una sola volta nella vita, quando non poteva essere sostituita da un'altra. L'amore non è dettato dal momento, dalle necessità, dalle apparenze. E’. A prescindere da tutto il resto. E’ tutt’uno con
Il cuore è solo una conseguenza.