Vorrei raccontarvi di come, nel giro di pochi giorni, due donne mi abbiano mostrato la bellezza pura descrivendovi i suoni, le voci, le vibrazioni che mi hanno fatto tremare, l'eleganza dei gesti, l'armonia dei corpi, ma temo che le mie parole non rendano onore al merito di tanta bravura. Vorrei farvi sentire quello che ho sentito io, la forza di donne tanto delicate nel loro apparire quanto impetuose nel modo in cui ti travolgono. Entrambe con la chioma fulva e gli occhi di ghiaccio, la pelle di luna e la consapevolezza di essere bellissime.
Vorrei potervi descrivere la sensualità di Tori Amos, la carica erotica nel premere quei tasti bianchi e neri, quel suo modo di mettersi a cavalcioni sullo sgabello più felice del mondo, i tacchi a spillo sui quali in perfetto equilibrio passa indistintamente da un pianoforte a coda alle tastiere, la sua voce limpida e cristallina che esplode su un motherfucker o danza morbida verso la crocifissione.
E poi parlarvi dell'eleganza di Lou Rhodes, che a piedi nudi sorseggia tè in perfetto British style, ringrazia il pubblico in estasi, celando dietro al volto mariano occhi decisi e coscienti di aver rapito gli astanti. Raccontarvi di come sia stata capace, accompagnata dall'inseparabile Andy Barlow, polistrumentista inarrestabile, e da Jon Thorne, acido contrabbassista bohemienne, di sollevarmi sulle ali del suo Gabriel per poi scaraventarmi nel loop del trip-hop e iniziarmi a un viaggio lisergico. Tutto senza mai perdere la compostezza.
Vorrei riuscire a parlarvi di tutto questo, ma non so se sono in grado di trovare le parole.
Sono giornate strane. La tragedia di lunedì mi ha scombussolato. Ho passato diversi giorni sentendomi come un'ubriaca che barcolla senza un appiglio al quale aggrapparsi, lo stomaco sottosopra, il senso di vertigine, con un'infinita tristezza per tante vite distrutte e un fastidio insopportabile per tutte le polemiche sollevate a dispetto del dolore.
Scrivo poco, senza un motivo reale. Nel frattempo la vita scorre come al solito. Mi sono ritrovata semi-guida della mia città, per un'amica e sorella forestiera, ed è stato piacevole portarle in alcuni dei punti di Roma meno noti, che amo di più, quelli che inevitabilmente tocco se sono in centro.
Ho avuto una dimostrazione di affetto bella, sincera, inaspettata, da parte di un per me noto burbero dal cuore tenero, al quale voglio un bene profondo, anche se non ce lo siamo mai detti.
Con un intervallo di mezz'ora l'uno dall'altro si sono rifatti vivi due personaggi, due ometti, dai quali avevo preso le distanze. Era giornata. Mi rendo conto che mi sono allontanata da parecchie persone e situazioni ultimamente e non mi dispiace.
Sono stata a vedere lui, il cantastorie folle, ma non so dire se per la tristezza di cui sopra, o se, più banalmente, perchè non ho amato il suo ultimo lavoro, mi ha conivolto meno di quanto mi aspettassi. Pochi pezzi vecchi, pochi pezzi lenti, molto incentrato sul ritmo e sull'atmosfera da circo, (nonostante ciò il ballo di san vito non era in scaletta, e con lui molti altri pezzi che mi sarebbe piaciuto ascoltare); di fatto la presentazione del disco nuovo, come c'era da aspettarsi del resto. La sua bravura e la magia che riesce a creare restano in ogni caso indiscutibili. Sono io che non mi sono affezionata all'ultimo disco. Quando in quel fiume in piena di novità, con i piedi impazienti che fremevano, costretti a stare imprigionati sotto una poltroncina da teatro, parte l'attacco di una delle sue poesie più struggenti, il pensiero va spontaneamente a salutare qualcuno, e senza pensarci troppo trovo il modo per condividere quel momento e non me ne pento, nonostante tutto. Sarà stato un caso, ma l'unico altro pezzo dei suoi storici che appartiene alla categoria "coltellata al cuore con affondo" è stato questo. Da segnalare la presenza di Neri Marcorè/Gasparri che appare nel mezzo del concerto nelle vesti della sibilla.
Mi è arrivato un pacco che aspettavo e mi ha fatto sorridere. Poi mentre leggevo il biglietto ho pensato che nonostante l'energia e il tempo speso, di fatto, non conosco nemmeno la sua grafia.
Ho patito la mancanza di sonno più del solito ma adesso finalmente mi aspettano quattro giorni di riposo assoluto. Pochi soldi in tasca per affrontare uno spostamento fuori città, ma c'è il sole, e a me bastano il sole e un pò di riposo per ricaricarmi.
Ah sì, fate una buona Pasqua.
Sappi che a volte nella mia testa cade una grandine molto violenta.
Forse è passeggera, ma poi ritornerà.
Tu non aspettarmi, preparati pure un sandwich.
Facendo zapping qua e là mi imbatto in lei. E' buffa, impacciata, timidissima, sembra un cartone animato. Bel timbro vocale... Mi piace! Almeno finchè non faranno diventare questo pezzo un tormentone radiofonico; che lo diventerà, sì, sì, sicuro come qui fuori adesso fa meno 20.
Sarà la pioggia che è tornata inesorabile (mai vista tanta acqua nella capitale come in questi ultimi mesi) ma qui sta crescendo, giorno dopo giorno, una sfrenata voglia di viaggio. Sono alla ricerca di luoghi nei quali potermi perdere senza spendere troppo, prossima missione sarà convincere chi verrà con me a seguirmi oltreoceano (e so che ce la farò!). Ho cambiato stanza, persone, e presto anche abitudini che qui se non ci penso io a rivoluzionare tutto lo fanno gli altri per me.
Dopo le disavventure della scorsa settimana mi ritrovo coinvolta in una prossima cena tra bloggheresse, io che le ho sempre accuratamente evitate queste cose, ma mi fido di lei quindi benvenga. Poco importa se il luogo scelto è alquanto simbolico nella vita della sottoscritta. Avete presente quei posti indissolubilmente ancorati nella memoria a un preciso istante, a una determinata persona, che te lo nominano e tu pensi alla sua faccia mentre gli dicevi guarda scusami ma davvero non posso? E lui proprio non ci vuole credere che tu prendi il volo e te ne vai? Ecco, sì proprio quel posto lì. Ma se i simboli hanno davvero un significato allora la scelta ci sta tutta. E poi si mangia bene, diciamocelo.
Mi concedo i miei momenti di trash televisivo e mi guardo X-Factor (eh oh, ognuno si sceglie il trash che vuole) e penso che se la prima edizione al di là di tutto aveva un suo perchè, nella seconda il rischio è quello di avvicinarsi sempre più al defilippismo acuto. Peccato. Come prendere un format straniero e rovinarlo all'italiana. Mi unisco comunque al coro di chi promuove il trio trentino, gli unici forse un pò più vicini al reale sottobosco musicale italiano, quello che non prende a modello la Pausini o Tiziano Ferro per intenderci. Il fatto che il giudizio unanime nei loro confornti sia positivo mi fa ben sperare, poi mi ricordo che stiamo parlando di un programma televisivo condotto dalla Ventura e torno in me. In compenso è ricominciato Dr. House e io sono felice.
Mi sono rimessa al passo con un pò di film, visto:
The Millionaire STO PER DIRVI COME FINISCE QUINDI NON LEGGETE SE NON LO AVETE ANCORA VISTO! (bello, ancora più bello sarebbe stato se a) lui avesse perso proprio sull'ultima domanda b) lo avesse travolto il treno prima di poter abbracciare lei, t'amo tamo t'a.. wwwwwrrrrooooooommmm! ma niente... comunque il resto del film è talmente ben fatto e convincente che gli si perdona anche l'happy end); Wall-E è splendido, dolcissimo, toccante, realistico, ci sarà un motivo se è il primo film di animazione candidato all'oscar come miglior sceneggiatura, no? Da notare che per buona parte del film oltre a "EEEEEEEEEEEEEve?" e "Wall-EEEEE?" non si dice altro (i punti interrogativi non sono casuali se lo avete visto sapete perchè), il che rende la candidatura a mio avviso più che meritata. All'elenco ci aggiungo anche Kung-fu panda, che in un paio di scene mi ha davvero fatto sganasciare. Ora in lista d'attesa ci sono Valzer con Bashir (domani salvo imprevisti) e Milk. La sete di immagini da grande schermo è quasi placata.
Manca un pò di musica laiv, quella non è mai abbastanza, così per rimediare nel programma settimanale ci mettiamo gli Specials, storico e imperdibile gruppo ska. Ma come chi sono? Ve lo ricordate lo spot del Doblò? Ecco, esattamente loro. Già visti ma che si fanno riascoltare sempre con molto piacere, senza contare che una bella serata a salti e balli vale più di un mese in palestra. E loro sono i principi dello ska!
Ho ricominciato a leggere come si deve, e dopo essermi divorata la tanto amata Goliarda prendo in mano un libro che mi è stato gentilmente regalato e che porta sulla prima pagina la scritta "tradotto da..." dove al posto dei puntini c'è lei e la cosa mi fa sorridere. Detto per inciso, lei sa che se il romanzo non portasse il suo nome non lo avrei mai letto, non me ne voglia l'autore ma non è proprio genere mio. Però la lettura è semplice, gradevole e alla fine scorre. Che lei è poi la stessa che mi coinvolge nelle suddette cene e che mi ferma nel reparto bianchera da letto di Ikea quando sto per comprare l'ennesimo copripiumino colorato (credo di avere la collezione completa degli ultimi 15 anni).
Insomma di cibo per l'anima da queste parti siamo pieni, e me lo spilucco lentamente come si fa con l'uva fragola, succhiando ben bene, acino dopo acino per non lasciare nemmeno una punta di polpa. L'emisfero sentimentale latita ma la cosa non mi preoccupa, dopo un primo tentativo di colmare immediatamente un vuoto sono giunta alla conclusione che quel vuoto me lo devo colmare da sola, poi tutt'al più potrò fare spazio a qualcuno, se e quando sarà il momento, e la differenza non è sottile.
Au revoir.