Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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12/06/2009

Piccole cose di valore non quantificabile

Raramente mi accade di ricordare le battute di un film visto una sola volta. Anzi, credo non mi sia mai accaduto prima. Ricordo tutto. Dov'ero, con chi, la posizione in cui ero seduta. Quattro, forse cinque anni fa. Questo cortometraggio mi colpì per la dolcezza con cui mi sferrò un pugno allo stomaco. Oggi, grazie alla rete, ritrovo una piccola perla di cinematografia italiana e mi commuovo quando la riconosco alla prima battuta. Sarò scema, ma sì mi commuovo perché la cercavo da tempo. Ho fotografato quei dieci minuti della mia vita e ricordo tutte le decine di sensazioni provate contemporaneamente non appena sono giunta all'ultimo frame.
Mi colpì, e mi colpisce tuttora, la bravura del regista nell'aver saputo narrare questa storia con tanta delicatezza. Non aggiungo altro perchè vorrei che lo vedeste senza sapere nulla, così come lo vidi io. Ma fidatevi merita davvero tanto.




postato da: Modesta alle ore 21:22 | link | commenti (4)
categorie: visioni, consigliato, stati emozionali
10/01/2009

Salvami dalla realtà


Nel caso un giorno il cielo esplodesse
tu mi terresti le mani calde
almeno sino a quando il peggio sarà passato?
Nel caso un giorno non credessi più a niente tu
sapresti aiutarmi a correre ancora da sola
desiderando ogni bene per me stessa?




postato da: Modesta alle ore 16:17 | link | commenti
categorie: visioni, music, suoni, consigliato
18/12/2008

L'intramontabile satiro

Questo l'ho rubato qui, passando da qui. E lo copincollo, oltre a linkarlo, non solo perchè  mi piace leggermelo qui tra le mie quattro righe domestiche, ma perchè a scriverlo è stato Ennio Flaiano, pungente, acuto, intelligente, scrittore, sceneggiatore, giornalista come non ne esistono più e mai ricordato abbastanza. Ho amato la sua "Solitudine del satiro", piccolo capolavoro nel quale si fotografa un'Italia, una Roma in particolare, che io non ho mai potuto toccare con mano e che tanto ha affascinato il mondo intero. Quella di Fellini e della Dolce Vita, delle carrozzelle e dei paparazzi, dello struscio a Via Veneto e delle borgate di Poveri ma belli. E' leggendo il satiro che ho imparato che in origine Piazza Vittorio Emanuele, piazza vittorio per i romani, era nata come quartiere nobile, sullo stile delle piazze dei savoia, coi palazzoni porticati tutt'intorno a fare da scenario, mentre Via Veneto era il quartiere dei poveracci, dei "vivo ar centro ma campo de' stracci". Poi la situazione si ribaltò. Flaiano però non si limitò a fotografare un'epoca, fece molto di più. Svelò e ridicolizzò con onnipresente ironia, le debolezze e le ipocrisie degli italiani, senza risparmiare nessuno dai ricchi borghesi al popolino e riuscì a farlo in maniera talmente disarmante che a leggerlo ancora oggi ci si riconoscono le stesse facce.

Buona lettura


- Chi apre il periodo, lo chiuda
- È pericoloso sporgersi dal capitolo
- Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi
- Lasciate l’ avverbio dove vorreste trovarlo
- Chi tocca l’apostrofo muore
- Abolito l’ articolo, non si accettano reclami
- La persona educata non sputa sul componimento
- Non usare l’esclamativo dopo le 22
- Non si risponde degli aggettivi incustoditi
- Per gli anacoluti servirsi del cestino
- Tenere i soggetti al guinzaglio
- Non calpestare le metafore
- I punti di sospensione si pagano a parte
- Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata
- Per le rime rivolgersi al portiere
- L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni
- È vietato servirsi del sonetto durante le fermate
- È vietato aprire le parentesi durante la corsa
- Nulla è dovuto al poeta per il recapito

(”Consigli di Ennio Flaiano a un giovane analfabeta che vuol darsi alla letteratura attratto dal numero dei premi letterari”)


postato da: Modesta alle ore 23:03 | link | commenti
categorie: citazioni, roma, consigliato
08/12/2008

Tre lunghi giorni di ozio assoluto. Tanta, tanta musica. Mi sono innamorata di loro




che reinterpretano magistralmente loro





e mi ci sono persa riascoltandoli diecine di volte stupendomi ad ogni ascolto di più per l'assoluta mancanza di confine tra un genere e l'altro, apparentemente così opposti. La fusione totale di acustico ed elettronico.

Poi improvvisamente mi è venuta una gran voglia di ascoltare questa versione

 
A million times I ask you,
And then I ask you over again.
You only answer
Perhaps, perhaps, perhaps





E ora riemergo dal liquido amniotico e mi riaffaccio al mondo. Si va ad ascoltare loro.

postato da: Modesta alle ore 20:36 | link | commenti
categorie: music, suoni, consigliato
14/11/2008

The Residents - The Day after

Folli. E' il primo aggettivo che mi viene in mente. Si presentano inevitabilmente a volto coperto, con due belle orecchie da coniglio, quello che mi pare essere un passamontagna (troppo dietro, troppa gente), e giacca nera laminata. C'è anche una donna, la si riconosce nonostante sia, come gli altri, completamente coperta.  Un "concept one rabbit show" lo si potrebbe definire. Un attore, dalla voce molto bella, profonda, calda, racconta e canta la sua storia delirante: ha perso suo fratello, un coniglio, e lo cerca in ogni dove, segue indizi, si avventura in viaggi oltreoceano. Qualche battuta sagace fa piegare gli angoli della bocca, ma in realtà, il sorriso che suscita è amaro. Perchè ciò che i Residents rappresentano è la follia americana, quella del cittadino medio rimbambito di televisione, dell'adolescente che un bel giorno dà di matto, imbraccia un mitra e fa secchi i suoi compagni di classe, quella del barbone, che una volta aveva la sua 24 ore di pelle e un ufficio con vista sulla 5th avenue, e adesso urla dietro ai passanti frasi apparentemente sensa senso. I am not crazy! Ripete più volte gridando. I am not crazy. E in quel vecchio dai capelli bianchi e la barba lunga, che si muove su e giu per il palco, facendo salti animaleschi, o camminando a testa china, ci rivedi il barbone che predica la fine del mondo davanti ai supermercati, che cita l'apocalisse, che cerca la salvezza, sua e del genere umano tutto. La salvezza da noi stessi, dalle nostre nevrosi, dalla televisione, dai consumi complusivi, dall'immobilità del pensiero e dello spirito. In questi quattro non più giovani americani a viso coperto, ci leggi tutta la decadenza del finto benessere occidentale. Colpiscono, non c'è che dire. Talmente particolari, un misto di psichedelia, teatro d'avanguardia, musiche da film (il pezzo di chiusura è un misto tra i primi Pink Floyd ed Ennio Morricone), o li segui con ammirazione o li odi. Niente affatto facili da seguire se non si ha un minimo di conoscenza della società americana, e sopratutto della lingua. Il che sposta la mia attenzione sulla nota negativa della serata. Il Circolo degli Artisti è tra i pochissimi locali romani dove si può ascoltare buona musica ma contiene quante persone 1000? Non so nemmeno se ci arriva a contenerle 1000 persone. Questo, se da una parte amplifica l'effetto "underground" in serate come queste, dall'altra fa sì che durante una serata in cui fondamentale è l'ascolto del recitato e del cantato, non ce la fai a sentire le chiacchiere del tuo vicino che parla perchè tanto non capisce una mazza di quello che stanno dicendo sul palco. E non ti puoi spostare da un'altra parte, perchè non c'è un'altra parte, non c'è spazio.
Il pubblico di ieri sera era comunque interessante e direi parte integrante della serata. Per lo più ultratrentenni (anche ultraquarantenni), pochissime donne, la maggior parte delle quali evidentemente fuori posto e presenti solo come gentili accompagnatrici (amò ma che m'hai portato a vedè? Shhh zitta, senti, senti che questi sò geni), un simpatico e soprattutto profumatissimo gruppo di trans, qualche tossico sparso qua e là, e diversi americani. Si riconoscevano gli americani presenti, da quel "shut fuck up" lanciato ai romani non angolofoni che chiacchieravano, disturbando, al "You great!" finale con conseguente scrosciante applauso, allo sguardo di chi capisce e sa cosa rappresentava quel coniglio.
Meritano The Residents, meritano di essere visti almeno una volta. Sono estremamente rappresentativi della decadenza che si nasconde dietro al paese dei balocchi. Sono un campanello d'allarme per noi.
Bravi. Fottutamente fuori di testa, ma bravi.

postato da: Modesta alle ore 18:35 | link | commenti
categorie: visioni, music, roma, consigliato
13/11/2008

Residenti

Finalmente, dopo aver perso l'ennesimo concerto causa biglietti esauriti (stavolta trattavasi di Carmen Consoli), finalmente dicevo, riesco a vedere un concerto al Circolo degli Artisti. E che concerto. Stasera in scena ci sono loro.
Loro che stavano avanti già più di 30 anni fa. Loro che mischiano teatro, satira, rock, avanguardia e psichedelia. Loro che mi hanno quasi lobotomizzato anni fa dopo aver visto ore ed ore di video e filmati vari nella stessa notte, che non sono mica così semplici da seguire e capire. Loro ed il bulbo oculare gigante che ondeggia a tempo di musica. Oh yeah!



postato da: Modesta alle ore 12:07 | link | commenti
categorie: visioni, music, suoni, consigliato
09/11/2008

Tra le tante voci nel panorama del genere (chill-out, o elettronico, o trip-pop, o altro ancora fate vobis)  lei merita un'ascolto particolare. Qui in tutta la sua dolcezza

 



qui l'altra faccia della medaglia.





postato da: Modesta alle ore 13:38 | link | commenti
categorie: visioni, music, suoni, consigliato
30/10/2008

Vinicio mon amour

Fuori il diluvio sommerge ogni cosa. Il divano, il dopo cena ed eccolo qui, in tutta la sua bellezza e in tutta la sua follia (no comment, lo trovo bellissimo! A modo suo, molto suo, ma sempre bellissimo).
In questi momenti sono contenta di avere in casa la scatola col tubo catodico, perchè guardare il mio amato pazzoide mi risolleva lo spirito. E più lo ascolto più capisco perchè. Mi diverte il suo racconto dei calzini spaiati perchè ci penso ogni volta che me ne perdo uno, e me ne perdo parecchi. Ed è vero, me lo chiedo anch'io che fine ha fatto l'altra metà così li conservo, non li butto mai. Un bel mucchietto di calzini spaiati messi tutti insieme in un angolo dell'armadio. Prima o poi qualche coppia riesco a ricomporla. La maggior parte di loro resta là, tante singole metà a farsi compagnia senza mai completarsi davvero.
Mi ammalia il suo tono di voce pacato, sorridente. Sì lui quando parla sorride. E quando canta ti scava in petto. E mentre parla capisco perchè mi ci perdo nelle sue canzoni. Da solo, conservare sempre quell'angolo di intimità, quell'essere tu, nessun'altro e nient'altro, quelle emozioni così viscerali che riesci a toccare solo se ti guardi dentro a fondo, se ti concedi tanto tempo per te e solo per te. Le cadute, le passioni, le perdite, i momenti più importanti li vivi da solo, li vivi tu, solo tu, sono i tuoi.
E penso a quante volte ho preferito rimanere sola piuttosto di... E' uno strano girone infernale. Sentire una mancanza, ma cercare esattamente l'opposto. Riuscire ad essere una fiammata, un vulcano che esplode e poi correre a cercare il proprio rifugio.
Sono un concentrato di contraddizioni.
...un concentrato di contraddizioni, curiosissimo di ascoltare il Paradiso dei calzini e di godere di questo nuovo viaggio
in clandestinità.




postato da: Modesta alle ore 00:27 | link | commenti
categorie: music, punti di vista, suoni, consigliato
23/09/2008

Uhhhhhhhh!

Finalmente. Ora però... io per vederlo devo aspettare novembre??? E perchè a teatro? Quindi niente salti e bottiglie di vino tra un Ballo di San Vito e l'altro? Niente sigaretta pensierosa e sognante tra un tango e una morna? Rischio di sedermi (no, dico sedermi) tra uno pseudo intellettuale e un fighettino? Che io già me lo immagino mentre presa dalla festa gli stringo un braccio o gli canto nelle orecchie e quello mi guarda male e pure un pò schifato... Mmm... E per vederti in piccionaia 27 euri e 50?
Vinì io te voglio bene, ma te preferisco all'osteria de piazza. Nun me te ìmborghesì pure te che è finita eh!

postato da: Modesta alle ore 21:00 | link | commenti
categorie: music, punti di vista, consigliato
14/09/2008

Notte bianca reduced version

Una notte bianca di quartiere, lontana dagli sfarzi degli anni scorsi ma forse per questo più interessante. Sì perchè anche se sono mancati i grandi nomi, ieri notte a Roma si respirava un'atmosfera paesana che è ormai raro trovare nella big city, ma che basta poco per far riemergere. Nonostante il non possiamo spendere soldi inutili (in compenso sguinzagliamo i militari per strada) ho gioito tra bancarelle che vendevano prodotti tipici di qualsiasi natura, panini con la salsiccia e arrosticini alle due di notte, bottiglie di vino con etichette ad hoc, e tutto quanto è tipico delle sagre di paese. Ho incontrato vecchi compagni di scuola che non rivedevo da più o meno 15 anni e soprattutto ho rivisto loro. Seguiti per anni e poi persi di vista perchè così va la vita, li ho ritrovati belli e bravi più che mai e me li sono gustati con piacere. E li pubblicizzo qui molto volentieri perchè se lo meritano, perchè appartengono alla categoria degli artisti quelli veri, zingari (potrei non amarli?), dal cuore grande, profondamente convinti che la musica oltrepassi barriere e confini, perennemente impegnati nel sociale, col loro personalissimo legame karmico con l'India. Senza nessun compromesso hanno iniziato suonando per strada, sotto i tunnel della metropolitana e ovunque ci fosse spazio per piazzare un contrabbasso e un rullante e poi sono andati avanti, sono cresciuti. Me li ricordo così, tanti anni fa, coi loro capelli psychobilly e le facce sbarbate. Me li ricordo in versione cabaret, nei centri sociali o in posti come "Anticaja e petrella".  A distanza di 20 anni sono cresciuti, ma non hanno abbandonato il loro spirito zingaresco. Uniscono cantautorato, tarante e musiche gitane e soprattutto sono veri. Niente costruzioni, facciate, finti approcci fricchettoni. Loro sono così, come li potete vedere e ascoltare. Lavorano a contatto con le realtà zingare rom e sinti da anni e lo fanno col cuore. Vi invito a seguirli e ad andarli a vedere almeno una volta se capitano dalle vostre parti perchè davvero ce ne fossero di persone così!
Abbiamo brindato e brindato e brindato insieme, mentre Nando Citarella e i suoi tamburi continuavano a far saltellare i tarantolati ebbri e felici. E' stata una bella nottata. Il calore quando c'è, c'è, non ha bisogno di particolari preparativi, e ieri notte ce n'era ve lo garantisco! Alla faccia di chi vorrebbe toglierci la gioia di scendere in strada e stare bene!

postato da: Modesta alle ore 13:23 | link | commenti (2)
categorie: roma, consigliato, storie metropolitane
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