Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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avete curiosato *loading* volte

Siete arrivati da...

29/07/2008

Solo per te

E davvero prego perchè non sia vero.
Non te ne andare. Resta qui. Continua a suonare. Manda via lei. Ti prego... mandala via!




postato da: Modesta alle ore 03:06 | link | commenti
categorie: music, anima, stati emozionali
05/04/2008

Salus in erbis

Tarassaco per pulire il sangue, drenare ed eliminare le tossine.
Composto di alghe e vitamine per integrare le sostanze mancanti nell'organismo e riequilibrare l'energia metabolica.
Magnesio come integratore.
Malva composta per proteggere le pareti dello stomaco ed aiutare la digestione.
Impacchi di mirra per le infiammazioni di qualsiasi natura, inclusi noduli e cisti.
Crema a base di mirra, lavanda e cipresso per riattivare la microcircolazione e rivitalizzare la pelle, preparata all'istante sotto ai miei occhi, dosando e mescolando tutti gli elementi con cura e sapienza.
Mi piace perdermi tra aromi, unguenti, olii essenziali ed estratti di erbe e radici.
Ogni volta esco dalla mia erboristeria di fiducia dissanguata nel portafoglio ma col sorriso sulle labbra. Non ho ancora iniziato il ciclo curativo e già mi sento meglio.


postato da: Modesta alle ore 14:57 | link | commenti (2)
categorie: anima
13/03/2008

Coincidenze

Abbiamo curiose reazioni a volte. Capita poi che immediatamente dopo qualcuno ti faccia conoscere cose come questa, dove tu in qualche maniera un nesso ce lo trovi.
Che un nesso c'è sempre.

TACTICA Y STRATEGIA

Mi tactica es mirarte
aprender como sos
quererte como sos
mi tactica es hablarte
construir con palabras
un puente indestructible
mi tactica es quedarme en tu recuerdo
no sé còmo ni sé
con qué pretexto
pero quedarme en vos
mi tactica es ser franco
y saber que vos sos franca
y que no nos vendamos simulacros
para que entre los dos
no hayan telòn
ni abismos
mi estrategia es
en cambio
mucho mas simple
y mas sencilla
mi estrategia es
que un dìa cualquiera
no sé con que pretexto
por fin me necesites.


La mia tattica è guardarti
imparare come sei
volerti come sei
la mia tattica è parlarti
costruire con parole
un ponte indistruttibile
la mia tattica è rimanere nel tuo ricordo
non so come
né so con quale pretesto
ma rimanere in te
la mia tattica è essere franco
e sapere che tu sei franca
e che non ci vendiamo simulacri
affinché tra i due
non ci siano teloni
né abissi
la mia strategia è
molto più semplice
e più elementare
la mia strategia è
che un giorno qualsiasi
non so con che pretesto
finalmente tu abbia bisogno di me.

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postato da: Modesta alle ore 02:18 | link | commenti
categorie: citazioni, anima, stati emozionali
12/03/2008


postato da: Modesta alle ore 21:24 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista, anima, oriental style
09/03/2008

Flashback

Scalza, incurante di vetri rotti o chiodi arrugginiti, le mani appiccicose, rosse di more appena colte, bianche di latte, di fichi maturi e gonfi. Le gambe graffiate dai rovi, ginocchia incrostate dalle mille cadute. Gli occhi rossi di sale e acqua marina, la pelle bronzea baciata dal sole. Le corse giù per la discesa fino al limite consentito, col fiatto rotto in gola per l'eccitazione e la paura "dove ci porterà questa strada?". Tramonti viola e arancio, il mare incorniciato all'orizzonte tra colline regolari, verdi un tempo, divorate dagli incendi, poi. Le curve in bicicletta a tutta velocità, "Attenta al brecciolino! La bici tu non la prendi più". I corpi acerbi ammassati sul rimorchio del camion, sudati e felici, gli ormoni in esplosione, senza controllo, senza sapere ancora ormone cos'è, troppo giovane anche per un bacio, ma il cuore gonfio, troppo per l'età. Pallini di piombo per un fico d'india, via, via, viaaaa. Siamo troppi sul camion non si può, siamo umani non bestie. No, siamo bestie anche noi in fondo. Deviamo tra i campi, gialli di ginestre. Nascondino in piazza, sotto i rami giganti, la quercia centenaria, il fremito di uno sguardo, la scoperta dello stomaco, "mamma cos'è?" - "Farfalle, amore, farfalle",  lo stupore, le curve sinuose che tardano ad arrivare, e allora gioco in porta, evitiamo i contrasti coi maschietti, i contrasti, arriveranno, comunque, ma fuori da un campo di calcetto. Da qui al portale della chiesa, a chi corre più forte. Un pianerottolo come castello. Nastro d'argento. L'acqua della sorgente. I sentieri nascosti. La chiesa abbandonata e le sue leggende. Il sole del sud a baciare la fronte. Milioni di stelle. Ma a Roma dove sono?
Zingara. Da sempre.


postato da: Modesta alle ore 16:33 | link | commenti (7)
categorie: visioni, come eravamo, anima
07/03/2008

Nannarella

La forza, la passione, la sfacciataggine, l'audacia, il dolore, la bravura, la bellezza, l'anima, la sincerità, la rabbia, la schiettezza, la possessività, la miseria, l'amore, la vitalità, la risata fragorosa e vera, Roma che non c'è più, la ricchezza, la bontà, il coraggio, l'impulsività, l'unicità, la ribellione, l'insofferenza, la testardaggine, la fragilità, la Donna.
Sei stata questo e altro. E te ne sono grata.
Auguri Nannarè.







 

postato da: Modesta alle ore 20:29 | link | commenti
categorie: roma, come eravamo, anima
06/03/2008

Inquieta

...Memorie e passi d'altri ch'io calpesto
su stanchezze di secoli
in alterna cadenza
gioia che riannoda dolore che inchioda...



postato da: Modesta alle ore 00:45 | link | commenti
categorie: citazioni, suoni, anima, stati emozionali
05/03/2008

Pausa pranzo

Non è la mia, la solita, l'affezionata libreria dove ho speso la mia pausa pranzo per anni, divorando immagini, suoni e terze di copertina. Non è la mia, ma entro lo stesso.
Quanto tempo è passato? Quasi due anni... Un rito, giornaliero, puntuale, ingresso tra le 13 e le 13.05, dal lunedì al venerdì. Giro dei saluti. Cassa 1, cassa, 2, sala cd. Mod leggi questo ti piacerà ne sono certo. Mod ascolta senti qua, questo disco è bellissimo non si può non averlo. Usato? Prova, prova... ma sì che lo troviamo anche usato. Ma quando suonano, andiamo? Dai su il biglietto in qualche modo lo compriamo. Ehi Mod vieni a dare un'occhiata ai dvd guarda che è arrivato, ho pensato a te. Ragazzi nun glie la fò ci lascio un patrimonio qui. Ma dai che lo sai che il 20% di sconto te lo facciamo sempre. Uh Mod e questo? Dai questo è una chicca l'ho messo da parte apposta per te!
Mi manca. L'atmosfera. Lo scambio. L'occhio curioso che cerca tra le novità. Quello speranzoso che fruga fra l'usato. "E di questo? Che dici? Com'è?" e lì ampie ed esaustive risposte, su influenze, biografie, anni di pubblicazione, etichette, collaborazioni. Mi manca. Mi manca questo scambio. Mi mancano loro. (Mi manca lui?) Mi mancano i soldi per leggere, ascoltare e vedere tutto ciò che vorrei. Mi manca la voglia.
Ci ho riprovato oggi. Sono rientrata. In una libreria che non è la mia. Dove altre persone si conoscono, si scambiano consigli. Non sono le mie persone però. Non vedo i miei sorrisi. Nessun saluto caloroso ad accogliermi. Nessuno sguardo amorevole ad aspettarmi. Volto le spalle al bancone e vado via che non sono passati nemmeno 5 minuti da quando sono entrata e per la prima volta nella vita leggere la terza di copertina mi ha dato solo fastidio.
Ho la nausea.
Scappo.
E Signora Malinconia mi riassale.



postato da: Modesta alle ore 13:54 | link | commenti (1)
categorie: anima, stati emozionali
25/02/2008

...autorevisionismo esistenziale

Sono sveglia prima del tempo. La luce filtra dalle serrande, attraversa le tende rosse e blu e riflette strisce viola sulla parete di fronte. C'è il sole fuori. E' già qualcosa. Dieci anni. Sembra che qualcuno sia invisibilmente venuto a chiedermi un resoconto. Si può fermare il tempo? L'appuntamento mi mette l'ansia. Devo rivangare, far riaffiorare rabbia e delusione mai realmente sepolte. Allora affrontiamole una volta per tutte. E invece no. Nemmeno svegliarmi in anticipito è servito. Tutto rinviato. A quando e con chi? Non si saprà prima di una settimana. Si rimanda ancora, e ancora, e ancora. Una storia che sembra rifiutare il punto e la parola fine. Ripenso, rivivo, ricordo. Mi brucia lo stomaco. Mangio male, troppo o troppo poco. Fumo troppo. Uno strano weekend ha preceduto un lunedì mattina ancora più inconsueto. Sono stata bene. Sono stata male. Ho riso, ma ho nascosto la faccia. Sono scappata abbandonando chi mi avrebbe voluto ancora presente, e sono corsa a rintanarmi nel mio angoletto a chiedermi perchè. Il proprio mondo, quello, come si fa a condividerlo? Esiste l'opzione mondo interiore 2.0?
Vorrei partecipare alla gioia di una tavola imbandita, ricca anche per me, mi sforzo, ma non ci riesco. Fuggo presto. Ma quando torno a casa e leggo i biglietti d'auguri mi sale il magone, non riesco a trattenerlo. Mi sento un'idiota.  Sono più distratta del solito. Mi perdo in viaggi tutti miei che tento di trasmettere ma poi mi fermo a metà, perchè non so come andare avanti. Non so se voglio andare avanti. Avrebbe un senso? Resto sola, ancora, per scelta, eppure rifiuto l'idea. Sfuggente, è uno degli appellativi che mi sono stati affibbiati più spesso. Sfuggente, distante. Ma fredda, quello no. Assorbo come una spugna, ma cerco di non scoprire mai il fianco, così finisce che lascio intendere parte di quello che vorrei. E' così che nascono gli equivoci. Nascono di continuo. Guardo occhi antichi e familiari in cui mi riconosco, ma che sento così lontani. E la cosa ancora mi ferisce.
Se ognuno di noi è in qualche maniera destinato a un proprio cammino nella vita, io sono nomade da sempre, lo sono anche sul divano di casa, lo sono nello spirito, nei sentimenti, che mi piaccia o no. Mi rendo conto che la solitudine è diventata quasi una necessità. Eppure non riesco ancora a gestirla. Ho bisogno di silenzio, ma a volte è talmente assordante da dare fastidio. Di tenerezza. Verso me stessa, prima di tutto. Allora forse riuscirei a riconoscerla ed ad accettarla anche negli altri.

postato da: Modesta alle ore 12:03 | link | commenti (2)
categorie: anima, stati emozionali
24/02/2008

Frullatori intimisti

Come si riacquista la capacità di farsi stupire? Dov'è che fanno i duplicati delle chiavi che aprono le porte giuste? E i falegnami che le costruiscono queste porte chi li conosce? Come si fa ad imparare dall'esperienza prendendo il buono senza dimenticare che non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume? E per non sentire quella vocina che ti impedisce di fermarti al qui e ora e ti schiaffa violentemente davanti agli occhi ieri o domani, che tasto bisogna premere? E' davvero possibile smettere di pensare? Qualcuno può insegnarmelo?

postato da: Modesta alle ore 19:39 | link | commenti (4)
categorie: anima, panta rei, stati emozionali
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