Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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Siete arrivati da...

25/04/2009

Rinascita

Avevo un balcone ricco di fiori, di ogni specie, colore e dimensione. Ho passato giornate a concimare, travasare, innaffiare, godendomi lo spettacolo dei piccoli germogli che crescevano, di giorno in giorno, diventando via, via più belli e forti. Poi l'assenza estiva ha fatto una strage, buttando all'aria mesi di cura e di attenzione. Così mi sono arresa mio malgrado e non ci ho provato più.
Sono passati un paio d'anni dall'ultima volta che ho potuto godere del mio piccolo spazio multicolore. Stamattina, appena sveglia, mi sono affacciata al balcone e l'ho vista. Se ne sta lì dritta e fiera col suo fiorellino viola profumatissimo che mi sorride. Ha fatto tutto da sola, si è nutrita del sole e delle piogge, si è fatta strada tra la sterpaglia ed è rinata. Quella che sembrava solo terra arida e abbandonata nascondeva vita ed adesso è li sotto ai miei occhi a ricordarmi che sono io la terra, il seme, il fiore.

postato da: Modesta alle ore 13:46 | link | commenti
categorie: stati emozionali
24/04/2009

Brezsny

Per il momento hai detto abbastanza. Hai tirato fuori tutto quello che avevi dentro e hai espresso tutte le tue idee su come si dovrebbe collaborare. Adesso penso che dovresti rimanere in silenzio per un po'. Tieni ogni nuovo pensiero per te e lascia che maturi nella tua mente. Consenti alle idee che hai già espresso di farsi strada nella mente degli altri. A maggio potrai farti di nuovo avanti con nuove intuizioni e idee ispiratrici. A quel punto, vedrai che te le chiederanno in ginocchio.

Già, già...

postato da: Modesta alle ore 12:49 | link | commenti
categorie: oroscopo
20/04/2009

Bridget Jones parliamone

In situazioni normali, con un appuntamento all'orizzonte, una sta lì che tenta di rimettere insieme i pezzi, valorizza le parti del corpo che meritano di più, si doccia, depila, sistema, trucca, pettina, riordina casa, nasconde quello che non riesce a sistemare buttando tutto come capita nella stanza-ripostiglio. Se serve si imputtanisce anche un pò accorciando gonne, alzando tacchi, mettendo un pò di rossetto in più. E lui che fa? Dopo mesi, quando meno te lo aspetti, ti piomba in casa nel cuore della notte e ti trova con la prima tuta casalinga che sei riuscita a prendere rialzandoti dal letto a tentoni, i capelli sporchi e arruffati da oggi-non-mi-va-me-li-lavo-domani, le occhiaie che coprono buona parte del viso, ovviamente struccato, e la casa che pare essere stata attaccata dai barbari. Il lato pratico di queste situazioni è che ormai t'ha vista perciò non serve più preoccuparsene per il futuro.
Oddio futuro, ora non esageriamo. 



postato da: Modesta alle ore 12:18 | link | commenti
categorie: idiozie, prima di andare a dormire
19/04/2009

Accadde all'alba.

Claudia si sveglia sempre per prima. Le piace alzarsi quando fuori è ancora buio e la casa respira ai ritmi regolari del sonno. Ogni mattina scivola dal letto senza far rumore mentre Marco continua a dormire perso nel suo mondo onirico. Si prepara un caffè nero, si accende una sigaretta e si siede in balcone. Resta lì in silenzio finchè il cielo non cambia colore. Ogni mattina un disegno diverso, che prende forma all'istante senza studi preparatori. E' affascinata da quell'infinità possibilità di abbinamenti. Nella sua vita abitudinaria è quella l'unica variabile certa, è per questo che non riesce a rinunciarvi. Questo suo angolo di silenzio le è necessario ad affrontare il resto della giornata, a convincersi che un giorno le cose anche per lei cambieranno. Qualche volta capita che il pittore abbia da fare e il quadro resti sospeso in un grigiore umido e indeciso. Allora anche Claudia resta sospesa, diventa malinconica e tale rimane fino alla successiva alba variopinta. Quando l'azzurro inizia a prendere il sopravvento rientra in casa e prepara la colazione seguendo metodicamente le stesse azioni. Tutte le mattine. Mette a scaldare il latte, sistema la tavola, (il piattino, la tazza, il tovagliolo, il cucchiaio, i biscotti, rigorosamente in quest'ordine) e puntualmente, non appena il latte è pronto, Marco si sveglia e si siede di fronte a lei. In anni e anni di convivenza hanno raggiunto la sincronia perfetta. Claudia non ricorda più il momento in cui lei e Marco hanno smesso di stupirsi e di inventarsi. Per un lungo periodo sono stati felici insieme. Un turbinio di sorprese, risate, voli last minute per le destinazioni più strambe, anche loro riuscivano a dare a ogni giorno una pennellata diversa. Poi lentamente quel fermento si è dissolto, lasciando spazio alla noia.
Claudia si veste davanti allo specchio per abitudine non per vanità. Quando si guarda si domanda di chi siano quegli occhi spenti che la fissano. Un bacio sulla punta delle labbra e via attraverso il traffico soffocante. Un ufficio identico a migliaia di altri uffici, un cartellino da timbrare, 9 ore davanti a un monitor e di nuovo verso casa. La cena segue un menù settimanale. Claudia ha passato mesi a studiare le proprietà dei cibi, gli abbinamenti giusti, le dosi ed ha elaborato una tabella che ha appeso sul frigorifero con una calamita a forma di cipolla. Ha anche il set di asciugamani con su ricamati i giorni della settimana, e lei ne cambia uno al giorno, non sopporterebbe di asciugarsi il viso di martedì con il telo del sabato. Quando le viene in mente la loro casa i primi tempi, rivede il frigo vuoto, la camera da letto coi quintali di panni lasciati sparsi in giro, scarpe ovunque, e per un attimo risente le braccia di Marco che la avvinghiano sotto le coperte. Ora quella stanza da letto è talmente perfetta che sembra un set
abbandonato, privo di vita, nemmeno un lembo di lenzuolo sollevato, un soprammobile spostato. La televisione fa da accompagnamento alla cena. A nessuno dei due importa davvero qualcosa di quello che trasmette la tv, ma  l'accendono tutte le sere, consapevoli che se non ci fosse la scatola magica i loro argomenti di conversazione si esaurirebbero velocemente. Finito il pasto, finita la giornata e si ricomincia con l'alba succesiva.
Stamattima Claudia si è svegliata con le gambe intorpidite e la schiena dolorante. Nel buio della stanza si massaggia i polpacci ed ha un fremito. Cerca con le mani la  pelle, i muscoli, ma non li riconosce al tatto. Si alza, silenziosamente come sempre. L'appoggio dei piedi a terra la fa vacillare, le manca l'equilibrio, non riesce a camminare. Che mi succede? Esce dalla stanza e guarda in basso. I suoi arti stanno cambiando forma, la pelle è ricoperta di squame e poi li vede. Tanti piccoli spuntoni che escono da tutto il corpo e crescono, crescono. E allora capisce che il momento è arrivato. Non era preparata, non ci sperava più. Prima che la metamorfosi si completi Claudia torna in camera da letto, si avvicina a Marco e gli accarezza i capelli, vuole riprovare ancora quel solletico fra le dita. Gli da un bacio lieve sulla fronte, delicato, che lui non senta la punta del becco che cresce. In fondo è un brav'uomo, solo rassegnato, è stata questa la sua colpa. Poi si affaccia un'ultima volta in balcone ed aspetta l'alba.
Marco ha denunciato la scomparsa di Claudia qualche ora dopo. Quando la polizia gli ha chiesto se avesse trovato qualcosa di insolito ha risposto: "La sua camicia da notte. Era accasciata sul pavimento come fosse un corpo senza vita. Sopra c'era una piuma blu."

postato da: Modesta alle ore 14:48 | link | commenti
categorie: storie metropolitane
14/04/2009

Ci sono giornate che vorrei cancellare. Giorni in cui lo stomaco è serrato, la testa pesante. La voglia di fare qualsiasi cosa è poca, la percezione del tempo che passa è forte, la comprensione verso il genere umano, più o meno prossimo, è nulla. Sapere che basterebbe poco a correggere la direzione sbagliata, ma quel poco non c'è e il nervosismo non fa che aumentare, che l'errore è partito da me e che avrei dovuto essere più attenta. Comportarsi da stupidi rende stupidi, poco importa se in dotazione ci avevano messo una discreta fornitura di intelligenza.

postato da: Modesta alle ore 11:31 | link | commenti (2)
categorie: stati emozionali
11/04/2009

Camminando

Sono giornate strane. La tragedia di lunedì mi ha scombussolato. Ho passato diversi giorni sentendomi come un'ubriaca che barcolla senza un appiglio al quale aggrapparsi, lo stomaco sottosopra, il senso di vertigine, con un'infinita tristezza per tante vite distrutte e un fastidio insopportabile per tutte le polemiche sollevate a dispetto del dolore.
Scrivo poco, senza un motivo reale. Nel frattempo la vita scorre come al solito. Mi sono ritrovata semi-guida della mia città, per un'amica e sorella forestiera, ed è stato piacevole portarle in alcuni dei punti di Roma meno noti,  che amo di più, quelli che inevitabilmente tocco se sono in centro.
Ho avuto una dimostrazione di affetto bella, sincera, inaspettata, da parte di un per me noto burbero dal cuore tenero, al quale voglio un bene profondo, anche se non ce lo siamo mai detti.
Con un intervallo di mezz'ora l'uno dall'altro si sono rifatti vivi due personaggi, due ometti, dai quali avevo preso le distanze. Era giornata. Mi rendo conto che mi sono allontanata da parecchie persone e situazioni ultimamente e non mi dispiace.
Sono stata a vedere lui, il cantastorie folle, ma non so dire se per la tristezza di cui sopra, o se, più banalmente, perchè non ho amato il suo ultimo lavoro, mi ha conivolto meno di quanto mi aspettassi. Pochi pezzi vecchi, pochi pezzi lenti, molto incentrato sul ritmo e sull'atmosfera da circo, (nonostante ciò il ballo di san vito non era in scaletta, e con lui molti altri pezzi che mi sarebbe piaciuto ascoltare); di fatto la presentazione del disco nuovo, come c'era da aspettarsi del resto. La sua bravura e la magia che riesce a creare restano in ogni caso indiscutibili. Sono io che non mi sono affezionata all'ultimo disco. Quando in quel fiume in piena di novità, con i piedi impazienti che fremevano, costretti a stare imprigionati sotto una poltroncina da teatro, parte l'attacco di una delle sue poesie più struggenti, il pensiero va spontaneamente a salutare qualcuno, e senza pensarci troppo trovo il modo per condividere quel momento e non me ne pento, nonostante tutto. Sarà stato un caso, ma l'unico altro pezzo dei suoi storici che appartiene alla categoria "coltellata al cuore con affondo" è stato questo. Da segnalare la presenza di Neri Marcorè/Gasparri che appare nel mezzo del concerto nelle vesti della sibilla.
Mi è arrivato un pacco che aspettavo e mi ha fatto sorridere. Poi mentre leggevo il biglietto ho pensato che  nonostante l'energia e il tempo speso, di fatto, non conosco nemmeno la sua grafia.
Ho patito la mancanza di sonno più del solito ma adesso finalmente mi aspettano quattro giorni di riposo assoluto. Pochi soldi in tasca per affrontare uno spostamento fuori città, ma c'è il sole, e a me bastano il sole e un pò di riposo per ricaricarmi.
Ah sì, fate una buona Pasqua.

postato da: Modesta alle ore 12:59 | link | commenti
categorie: music, roma
06/04/2009

Che scossa!

Sono le 3.32. Seduta davanti al mio mac, le gambe allungate sul divano e lo sento. La poltrona si muove sotto al sedere, un tamburello poggiato sopra la libreria cade, le pentole in cucina sbattono tra loro e fanno rumore, il lampadario oscilla di qua e di là, la libreria ondeggia pericolosamente. E' una scossa lunga, intensa, mi viene la nausea pare di stare su una barca. Poi il movimento cambia all'improvviso. Da ondulatorio a sussultorio. Come se il timoniere avesse cambato rotta di botto. E il mio stomaco gli è andato dietro. Quando è finita la scossa io ancora ondeggiavo. Ci ho messo un po' a capire che era tutto finito. Mai sentita una botta così.

postato da: Modesta alle ore 03:44 | link | commenti (3)
categorie: roma, prima di andare a dormire
03/04/2009

questo è uno dei miei post migliori, e tu che lo conosci e te lo sei andato a cercare di proposito, sì proprio tu, mi piacerebbe sapere chi sei.

postato da: Modesta alle ore 11:43 | link | commenti
categorie: the net
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