Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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avete curiosato *loading* volte

Siete arrivati da...

29/01/2009

!???!


postato da: Modesta alle ore 22:47 | link | commenti
categorie: punti di vista
28/01/2009

Avevo detto tutto relax giusto?

Finisce anche questa giornata. La prima di sole, fredda ma assolata. Nervi tesi, dal risveglio. Capita. Ma ancora ogni tanto inciampo e scivolo sull'aggressività. Questo benedetto spostamento è previsto per domani e alla fine sembra tutto più complicato di quanto sia in realtà. Pressioni, fretta, ma no fate con calma, allora domani? Ci dobbiamo sbrigare. Ma come domani? E poi le chiacchiere. Evito commenti coi colleghi. Sono diffidente e troppe volte ho già visto cambiar faccia per opportunismo. Ma forse stavolta ho parlato troppo. Ho fumato tanto, mangiato poco e bevuto più caffè del necessario. Ho fatto su e giù per i vari uffici diverse volte. Ho avuto uno strano incontro con una cornacchia, vera, con le ali, la coda e tutto il resto. Uno scatto di rabbia sono riuscita anche a metterlo per iscritto, come se non esistesse il pulsante "invia" che ti permette di contare fino a 1000 prima di fare qualche cazzata. Capirà? Me lo auguro. Ho lasciato il cellulare in ufficio per la fretta di uscire, con l'accordo "ti chiamo prima di arrivare conta venti minuti dallo squillo". Lo squillo non è mai partito, lei per fortuna è arrivata lo stesso, tremante e agitata. Sì è una brutta giornata. Dai che è passato tutto. Si va a fare shopping. Sono riuscita a non perdermi nella spesa compulsiva da Ikea, troppo pericolosa visto il momento, ma ho comunque comprato per errore il lenzuolo che costava di più. Ho girato quasi un'ora per trovare parcheggio e una volta a casa, finalmente, metto su l'acqua, calo la pasta e lascio, per tutta la durata della cottura, una forchetta di plastica sulla pentola che si è ovviamente squagliata rendendo la già magra cena immangiabile. L'unica cosa commestibile in frigo sono le uova che per comodità e pigrizia decido di fare sode. E guarda un pò? Il primo lo rompo, mi cade di peso nel pentolino e si crepa. A due per fortuna ci arrivo. Se tutto va bene fra poco ceno. Devo ancora sbucciare le uova, hai visto mai, potrebbero esplodere.

postato da: Modesta alle ore 23:52 | link | commenti
categorie: storie metropolitane

...e tu le cose non le devi dire. Che lo sai il problema tuo qual è? Che il passaggio tra il pensiero e la lingua è talmente tanto breve da essere inesistente. Non si può dire sempre quello che si pensa Mod, possibile che ancora non lo ha capito? Quello lo possono fare solo i bambini. A loro tutto è concesso. Ai grandi no. Che tu domani cambi idea, ti sei sfogata, ti sei tolta il tuo peso e sorridi tranquilla e loro lo sai che pensano? Che sei pazza. Guarda che le sfumature le notano in pochi. Richiedono troppo pensiero e applicazione. E oggi nessuno c'ha più tempo.

postato da: Modesta alle ore 17:33 | link | commenti
categorie: punti di vista, stati emozionali

Se stava mejo?

Questo non è un post nostalgico. E' solo una constatazione di fatto. Ho parlato spesso di musica perchè da sempre accompagna i miei passi. Ma la musica alla quale mi riferisco ora è La Musica, quella che Comunica, è l'essenza stessa della musica, che trascende il produttore, la band, i posti in classifica e tutto ciò che di costruito l'uomo è riuscito ad inventarsi intorno a un dono così grande, fino a rischiare di perderlo.
Sessant'anni fa, l'età dei nostri padri, non poi così lontani, le persone vivevano di e con poco, ma cantavano. Tutti. Intorno a fiaschi di vino, nelle case, nelle strade, nelle osterie, sul posto di lavoro. Cantavano per potersi dire ciò che la semplice parola non poteva esprimere, si trattasse  d'amore, di scherno, di messaggi in codice, di sfide, di ninne nanne. Cantavano per dimenticare, per esorcizzare le paure, per divertirsi, per stare insieme. Canta che te passa. Era nel costume popolare. Stimolava il pensiero e la fantasia.
Ce ne sono due di scene emblematiche che spiegano molto meglio di me quello che era il comunicare con una canzone. Nella prima c'è lo stornello a dispetto romano, forse il più famoso, che parla di gelosie, amore, orgoglio. Nun te lo posso dì ma te lo canto.





Nella seconda, (un pò lunga, ma il giusto per far capire da dove nasce il canto se non avete visto il film) altrettanto celebre, ci sono lavoratrici ITALIANE che si spezzavano la schiena nelle risaie ed alle quali non era permesso parlare.





Questa in particolare, (il film è del 1949) mi colpisce ancora. Perchè siamo peggiorati. Ed oggi, siamo finiti chiusi dentro casa, terrorizzati davanti alla TV. Ci siamo dimenticati come si canta, come si comunica, e che c'è ancora chi si spezza la schiena.






postato da: Modesta alle ore 00:13 | link | commenti
categorie: music, roma, come eravamo, prima di andare a dormire
26/01/2009

[...] ...gli mettevo le mani aperte sul viso, e lui non le levava spazientito come facevano gli altri. Lasciava che fossi io a toglierle. Sapeva che non avrei resistito a lungo all'assenza del suo viso nascosto dalle mie mani.
...Il suo è il gesto tipico dei bambini quando cominciano a prendere contatto con il mondo esterno. Devono toccare per essere sicuri di possedere quello che vedono, e di poterlo allontanare se vogliono.
  ...nascondendo il viso del padre o della madre misurano la loro volontà sull'oggetto.
Lo nascondono per essere sicuri che quando avranno deciso potranno riafferrarlo, riaverlo.
[...]



postato da: Modesta alle ore 21:35 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, stati emozionali

Sono sconcertata, incazzata come una iena, addolorata, perplessa, inferocita. Non posso e non voglio nè capire, nè accettare una decisione del genere. Il carcere fine a se stesso, la pura reclusione, senza un tentativo di ridare ai detenuti gli strumenti per ricostruirsi una vita migliore, non serve a nulla. Ci sono miliardi di sfumature tra l'errore e la cattiveria pura (che gli errori si possono corregere, la cattiveria non la estirpi, ed esistono le persone cattive punto!). E seppure questo pischello, come si dice da queste parti, non abbia capito niente perche strafatto di cocaina, seppure sia talmente giovane che si potrebbe comprendere la paura di consegnarsi alla polizia e di testimoniare SOLO DOPO il rischio reale di essere scoperto, seppure si possano cercare tutte le attenuanti del mondo, questo ha commesso il crimine più bastardo, violento ed infimo che si possa commettere nei confronti di un altro essere umano e gli errori si pagano. E il fatto che sia bianco, italiano e di buonissssssssssssssssima famiglia non cambia la sostanza, anzi. Mi fa schifo l'ipocrisia raggiunta da questo paese, mi fa schifo il continuare a mettere la testa sotto la sabbia, mi fa schifo l'assoluta indifferenza verso le vittime, a meno che non ci siano convenienti strumentalizzazioni in corso, mi fa schifo il silenzio delle persone, mi fa schifo quel nano malefico che osa fare battute su un argomento del genere. Mi si stringe il cuore a vedere quanto misera e meschina sia diventata queta terra di santi, poeti e navigatori.

postato da: Modesta alle ore 18:57 | link | commenti (2)
categorie: roma, punti di vista

Tra me e me

Questo blog latita ultimamente ma qui manca il tempo, la voglia e chissà forse anche le cose da dire. C'è che in realtà i cambiamenti non finiscono mai, così insieme alla tanto attesa conferma arriva un altrettanto inatteso spostamento che si traduce col dover ricominciare da capo, proprio quando mi stavo abituando a facce, atteggiamenti e tipologia di lavoro. Ed il trasloco pare sia in pole position nella lista delle maggiori cause di frustrazione per un essere umano. Ecco fatto. Frustrata no, ma insomma un po’ si accusa.

Vedo gente e faccio cose, incontro vecchie amiche storiche che non vedevo da troppo tempo, muovo i primi passi con new entries piacevoli e promettenti. La pioggia pare sia diventata parte integrante delle giornate romane. Se al risveglio non vedo cielo grigio e nuvoloni mi preoccupo. Al mattino preferirei di gran lunga continuare a poltrire, protetta dal piumone caldo e dalla penombra così che alzarmi mi costa sempre più fatica ma sono tranquilla, serena, rilassata. Per la prima volta nella vita a fine giornata non vedo l'ora di tornare a casa mia, di abbandonarmi a un pò di sano relax, non pensando a niente, soprattutto a nessuno, di coccolarmi e godermi le cose che mi piacciono e mi fanno star bene.

Ho finito Murakami e mentre lo leggevo pensavo che mi sarebbe piaciuto farlo leggere a qualcuno in particolare, ma forse non ha poi molta importanza. Se la condivisione è a senso unico, non è più condivisione.

Ho ripreso in mano la mia amata Goliarda, colei che ha ispirato il nome di questo blog e della sua proprietaria e sono pronta ad immergermi di nuovo nella vita di questa donna difficile, profonda, passionale, vera. E' nella mia di vita che sono pronta ad immergermi di nuovo. Il tempo della riflessione, del leccarsi le ferite, del rimettere insieme i pezzi è finito.

Il 2009 dovrà essere l'anno della fine delle attese, della presa di coscienza, dei passi avanti, del taglio netto con chi ha abusato del mio tempo, con chi non sa apprezzare e/o capire. E' l'anno della caduta delle ipocrisie e delle illusioni, che i sogni si rincorrono, sì, ma ogni tanto bisogna aprire gli occhi, fare un po’ di spazio, buttar via l'inutile e coltivare solo i semi che sono davvero disposti a crescere con te. Perché i sentimenti hanno bisogno di essere nutriti, salvaguardati, custoditi con cura. Non c'è niente di scontato, meno che mai il sentimento, e restare aggrappati a quello che è stato o che sarebbe potuto essere, alla lunga è deleterio nonché inutile.

Ho messo in discussione anche questo spazio, al quale francamente non so che fine farò fare. Lo chiudo? Lo modifico? Smetto di scrivere di me? Mi ci sono affezionata, è un pò il mio bambino, ma se fino a poco tempo fa scrivevo qui, ancora prima di parlarne con qualcuno, pensieri, avvenimenti, aneddoti o qualsiasi altra cosa mi accadesse e/o passasse per la mente, ora non è più così. Chissà forse anche per il piccoletto è ora di voltare pagina. Lo scopriremo solo vivendo, cantava qualcuno, e in effetti sta tutto lì. Vivere!


postato da: Modesta alle ore 13:25 | link | commenti
categorie: punti di vista, stati emozionali
23/01/2009

Oktapodi


postato da: Modesta alle ore 00:28 | link | commenti
categorie: visioni, prima di andare a dormire
18/01/2009

Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perchè lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede
quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.





Da qui

postato da: Modesta alle ore 02:36 | link | commenti
categorie: citazioni, prima di andare a dormire
15/01/2009

Ancora cinque minuti per favoreeee

Questa sono io al risveglio mattutino.





Da qui

postato da: Modesta alle ore 20:28 | link | commenti
categorie: the net
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