Ed anche questa vigilia è arrivata, puntuale come al solito. In ufficio per mezza giornata, il cielo plumbeo, il silenzio fuori. E' ancora presto. Fra poco esploderà il delirio di rito, traffico impazzito, regali last minute, sgomitate a chi prende l'ultimo panettone in offerta. Tra qualche ora mi ingabbierò in macchina anch'io come milioni di altre persone, a raggiungere la famiglia per riempire lo stomaco con fritti, grassi, vini e dolci dopo, se tutto va bene, un paio d'ore di fila per uscire dal GRA. Il periodo peggiore dell'anno da un punto di vista epatico, e della circolazione (non quella sanguigna, per quanto anche lei...). Nonostante le premesse, questo Natale mi trova più leggera. Si sta per concludere un anno bisestile, un anno di svolta per la sottoscritta, sotto diversi punti di vista. Ma per tirare le somme manca ancora una settimana.
Per ora non resta che preparasi psicologicamente alla grande abbuffata, godere dei sorrisi dei bambini che scartano i regali, che Natale resta pur sempre la loro festa, che uno ci creda a questa santa nascita o no. E sono proprio quei sorrisi che mi fanno vedere la maggiore festa comandata dell'anno con occhio più benevolo, lasciando da parte le polemiche sul perchè, per come, si spende troppo, tanto non ci credo, e Babbo Natale non esiste, e attenti al pastore tedesco, e l'ipocrisia, e chi l'ha detto che siamo tutti più buoni ecc, ecc.... Tutto vero, ma poi vedo uno visino radioso spuntare da una cascata di riccioli biondi, gli occhi bramosi di togliere il fiocco e le manine pronte a scartare il regalo, e godo di quella gioia. I piccoli piaceri sono momentanei, vanno assaporati all'istante, finchè ci sono. E finchè ci sono loro, i miei genitori, la mia famglia al completo, mi sta bene anche il Natale. Che nonostante tutto so che un giorno, quando loro non ci saranno più, questi momenti me li ricorderò con piacere.
Buon Natale.