Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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31/10/2008

Questione d'onore.

Italia del Sud. Anni '40.

Teresa si sveglia all'alba. Un pò di acqua e orzo e un tozzo di pane secco. La gonna larga col grembiule legato in vita. Le scarpe consunte. La maglia di lana cotta. I capelli raccolti a crocchia, e il cercine* sulla testa pronto a reggere il peso di decine di litri d'acqua. Le mani callose annodano un fazzoletto sotto al collo. Un bacio alla madonna appesa sul letto e il giorno ha inizio.
E' faticosa la vita nei campi e la guerra non ha lasciato granchè. Un pezzo di terra arida da rinverdire, basterebbe un pò di pioggia, ma non piove da mesi. Una spruzzata di fertilizzante a rinvigorire le zolle, ma manca il pane sotto ai denti, chi lo può comprare
il fertilizzante? Quella è roba per ricchi. E Teresa non è ricca, lei appartiene alla razza dei lavoratori, di quelli che si spaccano mani e schiena dall'alba al tramonto, per poi non poter godere nemmeno di quel poco che hanno raccolto.
C'è poco da stare allegri ma la guerra è finita e già questo di per sè è un miracolo. Si parla di ricostruzione, di voglia di ricominciare, di sfide da affrontare e maniche da rimboccare. E chi meglio dei contadini sa rimboccarsi le maniche?
In più Teresa ha un segreto. Un segreto che le permette di svegliarsi ogni mattina e di sorridere alla giornata che sta per iniziare. E quale elemento può più di ogni altro farti affrontare con forza tutti gli ostacoli che ti si parano davanti? Sì, Teresa si è innamorata. Dapprima con timore e vergogna nascondeva il viso ogni volta che lo incontrava, sentiva il rossore invaderle le guance e abbassava gli occhi. Ma un giorno lui l'ha avvicinata con dolcezza e galanteria, e tutte le sue difese sono svanite di colpo.
Sono mesi che Teresa e il suo bell'Antonio si incontrano di nascosto. Lui appartiene a un altro mondo, al mondo nobile, fatto di baroni e contesse. Indossa guanti bianchi e scarpe con le ghette. Frustino e mantella. I capelli lucidi e tirati indietro con la brillantina. Teresa gliel'ho ha chiesto più volte ad Antonio che cosa ci trovasse in lei, chi glielo facesse fare a rischiare così tanto per una contadina. Ma a lui brillano gli occhi ogni volta che la incontra. La vede arrivare da lontano, ancheggiando, una mano sul fianco a reggere la gonna, l'altra in testa a tenere fermo l'orcio pieno d'acqua, e tutto quello che vuole è affondare la testa nei suoi seni prosperosi e bere il suo nettare. "E che faremo Antonio? Che faremo se ci scopriranno? Che racconterai alla tua famiglia? Ed io? Come potrò io difendere il mio onore?". Si preoccupa Teresa, ma lui ha sempre una parola giusta a calmarla, un bacio caldo a chiuderle la bocca "Tranquilla Terè, tranquilla, faremo la fujitina".
Così stalle, campi, fiumare e alberi di fico diventano complici di un amore clandestino e passionale. Si amano Teresa e Antonio, si amano come nessuno dei due aveva mai fatto prima. O almeno così lei pensa.
I mesi passano, le voci iniziano a correre ormai da un pezzo, le occhiate rimbalzano da un muro all'altro, alla ricerca di indizi, di conferme. Teresa non ci fa caso. E' troppo occupata a godere dei suoi istanti di felicità per accorgersi delle voci e dei cambiamenti.
Ma una mattina non può fare a meno di ascoltare. "Hai sentito Concè? Antonio, il figlio del professore, si sposa" - "Si sposa? E con chi?" - "Con Fernanda, la figlia del sindaco, quella bella fgliola che porta sempre vestiti frangesi " - "Uh che bella notizia donna Filumè e quando, quando?" - "Eh pare che si vogliano sbrigare. Un paio di settimane, tre forse, tempo di organizzare la cerimonia" - "E come vanno di corsa... è prena?" - "Mah, chi lo sa, sapete come sono questi ricchi, seppure fosse prena ancora nubile, a loro tutto è perdonato" - "Eh, come avete ragione donna Filumè"
Teresa assiste impietrita. Ha un mancamento, "I sali, i sali portate i sali" - "Terè non fare scherzi Terè. Annusa Terè, annusa!". La portano a casa. "Ha la febbre, senti come scotta... Terè non sei mica prena anche tu? Terè mi devo preoccupare?" - "No, mammà va tutto bene, sono solo un pò stanca...devo aver preso freddo." - "E riposati figlia mia riposati. Che c'è bisogno di braccia forti qui, non ti puoi ammalare proprio tu lo sai. Dormi Terè, dormi".
Dormire... E come si fa a dormire? Teresa si sente morire. Si sposa... Antonio si sposa e lei lo deve sapere dalle pettegole di paese? Antonio si sposa... e lei? E i baci? Le carezze? Le promesse? Dove sono finite le promesse? E il suo onore? Chi glielo resituirà il suo onore? Quale uomo la vorrà ancora adesso? Non una parola, nemmeno una parola. Antonio si sposa. Antonio si sposa. Antonio si sposa.
La notte è interminabile, le tempie pulsano, il fiato corto, il petto fa male. Antonio si sposa. E lei non può nulla. Antonio si sposa, Antonio si sposa, Antonio si sposa. Ma lei capisce. E' solo una contadina, cosa mai si aspettava, quali assurde illusioni. Non sarebbe mai stata una signora.
L'alba arriva, come ogni mattina. Teresa fa colazione, acqua e orzo e un tozzo di pane secco. La gonna larga col grembiule legato in vita. Le scarpe consunte. La maglia di lana cotta. I capelli raccolti a crocchia, e il cercine sulla testa, pronto a reggere il peso di decine di litri d'acqua. Le mani callose annodano un fazzoletto sotto al collo. Un bacio alla madonna appesa sul letto e il giorno ha inizio.
Ma manca una cosa. Un ultimo saluto. Deve vederlo almeno un'ultima volta, vuole dirgli addio e vuole che lui la guardi negli occhi mentre lo fa. Teresa apre il cassetto senza guardare, mette la mano in tasca ed esce di casa. Trova il modo per fargli sapere che lo sta aspettando. Nella stalla, oggi pomeriggio alle cinque. E se non venisse? Verrà, verrà. E lui viene.
Antonio è imbarazzato. Non sa quali parole trovare. Non sa come giustificarsi. Non sa spiegarsi il sorriso di Teresa. Non capisce e come tutti quelli che non caspiscono si innervosisce.  La sua coscienza sporca lo porta ad insultarla. "Come hai potuto anche solo pensare che potessi passare la vita con te?" - Teresa sorride  - "Come ti è venuto in mente che potessi abbassarmi a sposare una contadina?" Teresa sorride. "E togliti quel sorriso ebete dalla faccia! Non hai ancora capito? Sei carne Terè, sei solo carne. L'unica differenza tra te e una puttana è che a te non t'ho pagato!" - Teresa infila la mano in tasca.  E sorride. - "E smettila di sorridere! Che c'è? Non dici niente? Non rispondi? E che devi dire tu. Ma che vuoi dire. Ignorante sei e ignorante resterai! Piantala di sorridere ho detto!". - "Antò... una parola sola... Auguri!"
Dicono che i carabinieri hanno sentito suonare alla porta della caserma e quando hanno aperto hanno trovato Teresa con la pistola ancora fumante in mano.

Sorrideva.



*grazie a Jun

postato da: Modesta alle ore 16:51 | link | commenti
categorie: come eravamo, cronache familiari

Finalmente!

non cerco più la festa del tuo sguardo
nè tantomeno il volto che mi è amico
ti guardo, ti saluto e mi ridico
che è fatica averti



E all'improvviso è tutto chiaro. Così, in un istante. Ti lascio parlare a ruota libera, vai, vai avanti  e svuota il  sacco. "Ti ferisco?". Noooooooo, mi stai liberando! Questa sì che è un'illuminazione! Dopo anni spesi a tentare di capire, a sciogliere nodi eccoti qua. "Scusa, non voglio ferirti". Ferirmi? Ferirmi? Adesso? Rido. Rido mettendomi le mani ai capelli incredula. Ma come diavolo ho fatto a non arrivarci prima? Ferirmi oggi? Dopo tutti questi anni? Se mi hai ferito è stato una vita fa, e ora, in questo preciso istante, mentre vai avanti a parlare, improvvisamente sparisce tutto, anche le cicatrici. Sono libera. Finamente libera. "Lo faresti di nuovo?" - "Cosa?" - "Riprenderesti da dove abbiamo lasciato?". Da dove abbiamo lasciato? Noi? Plurale? Quanti anni? Gesù quanti? Ho perso il conto. Ho smesso di contare soprattutto. Riprenderesti? No cazzo no! Ma proprio no! Ed ho aspettato a lungo. L'ho immaginata miliardi di volte questa possibilità e la sai una cosa? Non mi importa più. Tu parli e a me non importa. Non si chiude lo stomaco, non sale la nostalgia, non tremano le mani. Nulla. E lo vorrei gridare che non è più importante, vorrei urlarlo in faccia al mondo intero, fermare una per una tutte le persone che incontro per strada e strillare a voce piena "E' finitaaaaaaaaaaaaaaaaaa." Niente più rimpianti, paragoni continui, ferite da leccare, sogni a cui aggrapparsi, catenacci al collo. Finiti. Svaniti in un istante. Morti, sepolti, frantumati. Via. Non esistono più. Tutto quello che vedo ora è il tuo egoismo. Mi farebbe bene stare con te. Ti farebbe bene? Ti farebbe bene? Aaaaarrrrghhhhh che grande invenzione la masturbazione! Prova, fidati, fatti una sega, vedrai come ti farebbe bene anche lei. E lei, la sega, non si aspetta nemmeno nulla in cambio. Tu e il tuo mondo interiore, tu e te stesso, il tuo spazio, il tuo prendere e lasciare. Credimi non c'è niente di meglio. Prenditi per mano e accompagnati da solo, viviti questo intenso momento con te stesso. E restaci con te stesso.
Stamattina mi sono svegliata infinitamente più leggera. Dio che meraviglia!
Una persona nuova!

postato da: Modesta alle ore 11:30 | link | commenti
categorie: punti di vista, stati emozionali
30/10/2008

C'è un motivo per il quale non tocco quasi mai argomenti politici. Per non cadere nella banalità del già detto e dei luoghi comuni, e perchè non mi ritengo all'altezza per fare una qualsiasi analisi sociale e sociologica degna di nota. C'è che leggo in giro su vari blog una serie di affermazioni e considerazioni, che siamo in "democarazia" e ognuno, almeno per ora, può dire la sua. Ma non è detto che sia necessario eh. A volte sarebbe meglio tacere e aprire bene occhi e orecchie. Sarebbe più importante coltivare il cervello e imparare a pensare piuttosto che esprimere un'opinione a tutti i costi. 
Faccio questa premessa perchè, nella mia ignoranza, mi hanno molto, ma molto, infastidito le dichiarazioni di tutti quelli che hanno sostenuto che il picconatore ormai è arrivato e che le sue uscite dei giorni scorsi sono solo deliri di un povero vecchio rincoglionito e pure ubriaco.
Deliri un cazzo!
E mi auguro che oggi a nessuno studente venga in mente di prendere in mano un estintore.

postato da: Modesta alle ore 10:40 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista

Vinicio mon amour

Fuori il diluvio sommerge ogni cosa. Il divano, il dopo cena ed eccolo qui, in tutta la sua bellezza e in tutta la sua follia (no comment, lo trovo bellissimo! A modo suo, molto suo, ma sempre bellissimo).
In questi momenti sono contenta di avere in casa la scatola col tubo catodico, perchè guardare il mio amato pazzoide mi risolleva lo spirito. E più lo ascolto più capisco perchè. Mi diverte il suo racconto dei calzini spaiati perchè ci penso ogni volta che me ne perdo uno, e me ne perdo parecchi. Ed è vero, me lo chiedo anch'io che fine ha fatto l'altra metà così li conservo, non li butto mai. Un bel mucchietto di calzini spaiati messi tutti insieme in un angolo dell'armadio. Prima o poi qualche coppia riesco a ricomporla. La maggior parte di loro resta là, tante singole metà a farsi compagnia senza mai completarsi davvero.
Mi ammalia il suo tono di voce pacato, sorridente. Sì lui quando parla sorride. E quando canta ti scava in petto. E mentre parla capisco perchè mi ci perdo nelle sue canzoni. Da solo, conservare sempre quell'angolo di intimità, quell'essere tu, nessun'altro e nient'altro, quelle emozioni così viscerali che riesci a toccare solo se ti guardi dentro a fondo, se ti concedi tanto tempo per te e solo per te. Le cadute, le passioni, le perdite, i momenti più importanti li vivi da solo, li vivi tu, solo tu, sono i tuoi.
E penso a quante volte ho preferito rimanere sola piuttosto di... E' uno strano girone infernale. Sentire una mancanza, ma cercare esattamente l'opposto. Riuscire ad essere una fiammata, un vulcano che esplode e poi correre a cercare il proprio rifugio.
Sono un concentrato di contraddizioni.
...un concentrato di contraddizioni, curiosissimo di ascoltare il Paradiso dei calzini e di godere di questo nuovo viaggio
in clandestinità.




postato da: Modesta alle ore 00:27 | link | commenti
categorie: music, punti di vista, suoni, consigliato
29/10/2008

Le stelle consigliano

Manco a farlo apposta Brezsny questa settimana consiglia sincerità, sincerità, sincerità.... Più sincera di così mi faccio una tac ai pensieri e la metto on line!

postato da: Modesta alle ore 17:09 | link | commenti
categorie: punti di vista, oroscopo

Seghe mentali

- Finalmente! Era ora di prendere posizione. Brava!
- Sì... grazie
- Doveva finire sta storia, no? Meglio un taglio netto subito e via!
- Beh, oddio, proprio "subito" non direi... c'è voluto un pò...
- E va bene, meglio tardi che mai.
- ...meglio tardi che mai
- Allora? Non va meglio? Non ti senti più leggera?
- ....beh
- Modè nun me fa incazzà eh!
- ...no, no, resisto giuro, resisto
- Guarda che te sego i polpastrelli se solo ci riprovi! Poi non scrivi proprio più eh, sappilo!
- No, no tranquilla, me ne resto qui buona, buona. Buona e zitta.
- Ci devo credere?
- Sì, ci devi credere! Però spè..... vado a nascondere la sega.

postato da: Modesta alle ore 13:29 | link | commenti
categorie: conversazioni
28/10/2008

Spleen

Piove là fuori. E' il primo giorno che chiudo la finestra. La lascio sempre aperta, perchè da qui vedo gli alberi del cortile interno e sento stormi di paserotti chiacchierare da un ramo all'altro. Quasi non sembra di essere in città. Di tanto in tanto mi affaccio sul balcone e mi fumo una sigaretta, sempre meno per fortuna, e vedo donne ingioiellate e dog sitter, professionisti rampanti e giovani arrampicatori.  Tutti passano sotto i miei piedi, ignari del mio sguardo, persi nelle loro nevrosi. Ma oggi la finestra è chiusa, fa più freddo e io tremo un pò. C'è un sole pallido, che timidamente ancora ci prova a scaldare l'aria, ma io chiudo le spalle a cercare protezione. Non so se faccia più freddo dentro o fuori, non so se siano ancora i postumi dell'influenza, ma ogni tanto sale un brivido, sotto pelle, lo sento correre sulla schiena. Mi fisso sulle gocce di pioggia che rimbalzano sul davanzale. Si asciugheranno presto, evaporeranno e torneranno da dove sono venute, per poi tornare ancora. Anche le gocce di pioggia continuano a girare intorno alla stessa ruota, completano un ciclo vitale. Scendono, evaporano, risalgono, si condensano, esplodono e scendono di nuovo. E' un'altalena anche per loro. Sali, scendi, sali, scendi, gioisci, esplodi, sali, scendi, ti stringi e chiudi, sali, scendi, sali, scendi. E' nella natura delle cose. E non si può andare contro natura... vero?


postato da: Modesta alle ore 13:28 | link | commenti (2)
categorie: stati emozionali
27/10/2008

Le cose cambiano, è cambiata pure l'ora legale. E uno fa fatica ma poi piano, piano si abitua.  Si abitua a meno ore di luce, al clima diverso, alle distanze. Siamo macchine capaci di abituarci a tutto, basta un pò di tempo. Riusciamo ad adattarci anche alle situazioni che non ci piacciono e che in realtà vorremmo cambiare. Ci sono cose però che non si possono cambiare perchè non dipendono da te. E quel genere di cose le lasci lì, ogni tanto le guardi, ci pensi, sorridi, ti verrebbe voglia di... ma poi ricordi e pensi  che se te ne sei allontanato un motivo c'è. Mi dispiace perchè ogni occasione persa sa un pò di  fallimento, ma poi penso che mi dispiacerebbe di più buttare energia, regalare pezzi di me col rischio che non vengano accettati, nè apprezzati. Si avvicina l'inverno, tempo di recuperare le forze, di riposo. Si avvicina il freddo e lo soffro terribilmente, ma avrò modo di scaldarmi le mani...

postato da: Modesta alle ore 12:28 | link | commenti
categorie:
24/10/2008

Uff

Mod non si spiega perchè ogni volta che avvia una videochiamata con scaip dopo un pò è costretta a riavviare tutto perchè maccuccio suo bello si impalla e le sputa questo messaggio:



DSCF3049

Ora maccuccio è un g4 doppio processore 450, 1G di ram, possibile che non ce la faccia? a reggere le videochiamate di scaip? Suggerimenti? Thanks

postato da: Modesta alle ore 16:12 | link | commenti
categorie: imod
23/10/2008

Svelato Segreto di Stato

Dopo affermazioni del genere, se fossimo in un paese civile la polizia di stato, lo stato stesso tremerebbero per paura delle reazioni.
Se fossimo in un paese civile, ho detto.

il nome Diaz ricorda qualcosa?


postato da: Modesta alle ore 23:03 | link | commenti (4)
categorie: punti di vista
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