In precario equilibrio. Cammino su un filo, lentamente. Guardo giù e non so se c'è rete di salvataggio. Guardo indietro e mi accorgo di non averti fissato negli occhi abbastanza. Mi piacerebbe colmare il vuoto lasciato, ma non posso farlo. Non posso tornare indietro e cancellare gli errori. Mi arrivano parole che non vorrei ascoltare. Strega. Sì, strega, che sento, percepisco, anche a distanza di tempo, anche senza parole, senza vederti. Strega perchè mi ronzi in testa da giorni, perchè avverto un pericolo e mi dico che è solo immaginazione, sono solo vecchi ricordi non ancora smaltiti. Anche se lo stomaco fa male. Ma poi il grillo parlante si materializza, una notte tra tante, così come se fosse tutto scritto, e mi confessa cose che non ho mai voluto vedere, ma che forse in fondo, in fondo sapevo. Non è colpa tua. Ma forse qualcosa avrei potuto fare, se solo fossi uscita fuori da me. Mai come stavolta sarei davvero felice di sbagliarmi. Mai come stavolta sarei felice, e ripeto felice, di sapere che per te non sono niente, che la tua vita va avanti alla grande senza di me. Mai come stavolta vorrei essere cancellata, dimenticata, annullata, odiata se l'odio servisse... Non so se ancora posso qualcosa. Non so se devo qualcosa. Non so che fare. Vorrei solo che tu fossi felice e al sicuro.