Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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avete curiosato *loading* volte

Siete arrivati da...

29/02/2008

L'esperienza insegna

Inizio a credere che imparare dai propri errori significhi sbagliare meglio la prossima volta.

postato da: Modesta alle ore 20:19 | link | commenti (1)
categorie: punti di vista
26/02/2008

Io a Loredana Bertè ci voglio tanto bene...

...però se la semo proprio giocata!

Loredana, follia rock


postato da: Modesta alle ore 22:55 | link | commenti (6)
categorie: visioni, punti di vista
25/02/2008

...autorevisionismo esistenziale

Sono sveglia prima del tempo. La luce filtra dalle serrande, attraversa le tende rosse e blu e riflette strisce viola sulla parete di fronte. C'è il sole fuori. E' già qualcosa. Dieci anni. Sembra che qualcuno sia invisibilmente venuto a chiedermi un resoconto. Si può fermare il tempo? L'appuntamento mi mette l'ansia. Devo rivangare, far riaffiorare rabbia e delusione mai realmente sepolte. Allora affrontiamole una volta per tutte. E invece no. Nemmeno svegliarmi in anticipito è servito. Tutto rinviato. A quando e con chi? Non si saprà prima di una settimana. Si rimanda ancora, e ancora, e ancora. Una storia che sembra rifiutare il punto e la parola fine. Ripenso, rivivo, ricordo. Mi brucia lo stomaco. Mangio male, troppo o troppo poco. Fumo troppo. Uno strano weekend ha preceduto un lunedì mattina ancora più inconsueto. Sono stata bene. Sono stata male. Ho riso, ma ho nascosto la faccia. Sono scappata abbandonando chi mi avrebbe voluto ancora presente, e sono corsa a rintanarmi nel mio angoletto a chiedermi perchè. Il proprio mondo, quello, come si fa a condividerlo? Esiste l'opzione mondo interiore 2.0?
Vorrei partecipare alla gioia di una tavola imbandita, ricca anche per me, mi sforzo, ma non ci riesco. Fuggo presto. Ma quando torno a casa e leggo i biglietti d'auguri mi sale il magone, non riesco a trattenerlo. Mi sento un'idiota.  Sono più distratta del solito. Mi perdo in viaggi tutti miei che tento di trasmettere ma poi mi fermo a metà, perchè non so come andare avanti. Non so se voglio andare avanti. Avrebbe un senso? Resto sola, ancora, per scelta, eppure rifiuto l'idea. Sfuggente, è uno degli appellativi che mi sono stati affibbiati più spesso. Sfuggente, distante. Ma fredda, quello no. Assorbo come una spugna, ma cerco di non scoprire mai il fianco, così finisce che lascio intendere parte di quello che vorrei. E' così che nascono gli equivoci. Nascono di continuo. Guardo occhi antichi e familiari in cui mi riconosco, ma che sento così lontani. E la cosa ancora mi ferisce.
Se ognuno di noi è in qualche maniera destinato a un proprio cammino nella vita, io sono nomade da sempre, lo sono anche sul divano di casa, lo sono nello spirito, nei sentimenti, che mi piaccia o no. Mi rendo conto che la solitudine è diventata quasi una necessità. Eppure non riesco ancora a gestirla. Ho bisogno di silenzio, ma a volte è talmente assordante da dare fastidio. Di tenerezza. Verso me stessa, prima di tutto. Allora forse riuscirei a riconoscerla ed ad accettarla anche negli altri.

postato da: Modesta alle ore 12:03 | link | commenti (2)
categorie: anima, stati emozionali
24/02/2008

Frullatori intimisti

Come si riacquista la capacità di farsi stupire? Dov'è che fanno i duplicati delle chiavi che aprono le porte giuste? E i falegnami che le costruiscono queste porte chi li conosce? Come si fa ad imparare dall'esperienza prendendo il buono senza dimenticare che non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume? E per non sentire quella vocina che ti impedisce di fermarti al qui e ora e ti schiaffa violentemente davanti agli occhi ieri o domani, che tasto bisogna premere? E' davvero possibile smettere di pensare? Qualcuno può insegnarmelo?

postato da: Modesta alle ore 19:39 | link | commenti (4)
categorie: anima, panta rei, stati emozionali
21/02/2008

Ed ora tutte in posa!

...e attente a non muovervi che la foto potrebbe venire mossa.

postato da: Modesta alle ore 13:37 | link | commenti (4)
categorie: punti di vista
19/02/2008

Trabajando

Se riuscissi a far sparire almeno un'occhiaia potrei propormi come Panda.

postato da: Modesta alle ore 16:53 | link | commenti (7)
categorie: punti di vista
17/02/2008

Festa a sorpresa 2 - Reprise

Finalmente ci fermiamo. Siamo arrivati a destinazione. Ancora non vedo nulla.
Ora posso togliermi la benda sugli occhi. Non so se sia più forte lo stupore o il gonfiore del mio ego quando realizzo dove siamo. All'Auditorium! - Ma come hai fatto a capirlo eh? - Ve l'ho detto, il pavimento... - Oh ma insomma non ti si può fare una sorpresa come si deve - Uff lo so è difficile, che ci posso fare - Brindiamo. Gli auguri no, dopo mezzanotte. Ok allora si entra che vediamo? Uno spettacolo di danza contemporanea indiana. Interessante.
Una delle cose più brutte mai viste nella vita.
A onor del vero le ballerine tecnicamente ineccepibili, ma è umanamente impossibile seguire con attenzione un'ora e un quarto di movimenti lenti, sempre gli stessi che si ripetono in loop su una base musicale composta da due suoni, un gong e un imprecisato strumento a corda, anzi un'unica nota di un'unica corda di un imprecisato strumento.
Quattro movimenti e due suoni. Sempre gli stessi. Lentissimi. Un intervallo di almeno 20 secondi tra un suono e l'altro.
Per un'ora e un quarto.
Una palla disumana.
Dopo i primi dieci minuti di attenzione perdo le speranze sul fatto che la solfa possa cambiare ed inizio a viaggiare. La mente vaga per un pò persa per i fatti suoi finchè il tonfo di una delle ballerine, voluto, parte della coreografia, fa esclamare ad R seduto vicino a me un "oddio se la semo giocata a questa". Non lo avesse mai fatto. Le risate sono state generali e irrefrenabili. Sì ok non è carino, se non apprezzi lo spettacolo ti alzi e te ne vai, se decidi di restare stai in silenzio e aspetti la fine. Ma non è stato possibile. Non riuscivamo a smettere. Ovunque mi girassi vedevo teste penzolanti e dormienti, occhi persi nel vuoto, sbadigli. Noi non riuscivamo a trattenere le lacrime. 
Finalmente il grande show finisce. Si alzano le luci; abbiamo facce di chi ha appena assistito all'evento comico dell'anno. Se non altro noi ci siamo divertiti.
Ok ragazzi adesso che mi avete portato a vedere questo meraviglioso esempio di danza contemporanea, almeno me fate magnà?
Il programma avrebbe previsto cibo e vino sulla scalinata di Valle Giulia, o a Piazza del Popolo ma la tramontana non lo ha permesso, così coperti e bardati ce ne siamo andati a casa di F. Finalmente al caldo la serata è proseguita come doveva, chiacchiere tra amici innaffiate di vino e condite di pan brioche, formaggi, varie ed eventuali. Dalla mezzanotte ho cominciato a prendermi tutti i miei auguri e regali. Sono stata bene e mi sono fatta coccolare. Peccato solo per il freddo.
L'anno prossimo nasco a giugno.

postato da: Modesta alle ore 15:43 | link | commenti (6)
categorie: visioni, roma, storie metropolitane
16/02/2008

Festa a sorpresa 2

Ce l'ho fatta. Sono riuscita a catapultarmi e ad arrivare in tempo all'appuntamento. Mi ha aiutato il poco traffico incontrato per strada, insolito per essere venerdì. F. mi accoglie in casa sorridente, mi fa sedere, si morde la lingua per non lasciarsi scappare niente. Quando arrivano J e R (sono due persone diverse, non è JR uno è J l'altro è R) possiamo partire.
Ok dove si va?
A me non è dato saperlo. F mi prende una delle sue sciarpe indiane colorate e prima di salire in macchina me la stringe intorno agli occhi. Non vedo nulla, mi siedo sul sedile posteriore. Ma F non si fida della mia momentanea cecità così finisce che la macchinina bianca parte con me, bendata, ed R, vigilante, seduti dietro, F, autista, alla guida.
Fumo, tranquilla. R mi avvisa quando è arrivato il momento di ciccare la sigaretta e mi guida alla ricerca del punto giusto dove farlo mentre tiene in mano il posacenere. Galanterie d'altri tempi.
Immagino la scena vista da fuori.
Perchè è bendata? Ma quello che cos'ha in mano una pistola? E perchè davanti non c'è seduto nessuno? Magari è un taxi, la macchina è bianca!
Ma l'autista è una donna?
Arriviamo. Ad aspettarci ci sono altre amiche. Due di loro mi prendono sottobraccio e mi guidano. Cammino ora, sempre bendata. Sento le voci delle persone, che aumentano di volume e di numero man mano che andiamo avanti (mi state facendo camminare con una sciarpa sugli occhi in mezzo a tutta questa gente?). Sento gli odori, (incenso? profumo?). Mi prendono in giro e mi fanno seguire il percorso per ciechi. Sali ...uno, due, tre gradini, ok adesso scendiamo un pò ...risaliamo, ecco scendi ...uno, due tre gradini (io questo pavimento lo conosco)
-
Ma insomma Mod non hai pensato a niente? Non ti sei chiesta dove potresti essere? - mmm - Le voci, i suoni non ti dicono nulla? - no, ma sotto ai piedi... - Niente eh, Mod? - siamo all'Auditorium per caso? - .... - Perchè proprio all'Auditorium? - il pavimento, questo sali e scendi, il percorso per ciechi... - Macchè Auditorium, vedrai....
Finalmente ci fermiamo. Siamo arrivati a destinazione. Ancora non vedo nulla.

(A questo punto dovrei salvare il post, finirlo con calma, rileggerlo e poi pubblicarlo. Ma non mi va. Lo lascio qui. Quindi scusate e perdonate eventuali errorri di battitura se non addirittura di sintassi.
Si è fatto tardi, ho sonno e me ne vado a dormire.
Il resto quando mi sveglio
'notte)



15/02/2008

Festa a sorpresa

Modesta (M) ed (A) al telefono:

A: tutto bene?
M: sì sto per scolare la pasta...
A: ok sarò veloce.... ti ricordi della festa sì?
M: quella a sorpresa..
A: sì la festa a sorpresa per te ! (ride)
M: (rido)
A: è importante che tu sia lì alle 19.45 ce la fai?
M: 'nzomma
A: ce la devi fare!
M: ce la farò, allora
A: vieni con la tua macchina da F e la lasci lì, poi prendiamo quella di F
M: (mi perplimo)
A. ah sì, ti bendiamo...
M: (???!!!!@###@@!!!????)
A: e vestiti pesante ma leggera
M: eh???????????????
A: sì insomma devi stare coperta ma anche poterti spogliare se fa caldo ecco
M: ...mi vesto a cipolla?
A: ecco sì più o meno
M: ???...non posso sapere niente eh?
A: nemmeno sotto tortura
M: (sigh)
A: allora mi raccomando puntuale che se no poi è un casino!
M: farò il possibile...

...farò il possibile
...per catapultarmi fuori dall'ufficio, toccare casa base, vestirmi da cipolla, infilarmi in macchina col traffico del venerdì sera, attraversare mezza Roma, parcheggiare e farmi bendare....
Divertente!

postato da: Modesta alle ore 00:23 | link | commenti (2)
categorie: conversazioni, panta rei, storie metropolitane
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