Perchè la Gioia è un'arte

...ed in quanto tale richiede attenzione costante e tanta, tanta pratica

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Com'è piccolo il mondo

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Siete arrivati da...

30/04/2007

Storie di precarietà quotidiana

L'appuntamento è fissato per le 14.30.
350km ad andare ed altrettanti a tornare, costo totale biglietto del treno Euro 66.00.
Il civico n.6 è in pieno centro, in una zona signorile poco affollata di turisti rispetto al resto della città, il palazzetto d'epoca lascia intendere una certa agiatezza in chi ci vive o lavora. (Potrebbe essere un lusso di facciata, ma vediamo il bicchiere mezzo pieno).
Ti chiedono di presentare un CV dettagliato, che tu gli avevi già spedito via mail unitamente al loro fantastico test psicologico tipo "ti piacciono i fiori/vorresti fare il fioraio", e ti viene spontaneo domandarti "ma perchè non se lo stampano da soli?", ma la vocina ti dice di non essere polemica, che vuoi che siano due pagine stampate, e poi hai visto la ragazza dell'internet point non te le ha nemmeno fatte pagare.
Ok, proseguiamo.
L'esaminatore è un giovane aitante, occhi chiari, bella parlantina ed aria cordiale ed attacca subito con "ma-diamoci-del-tu-che-noi-non-siamo-formali". Anche qui, starò invecchiando, ma se permetti decido io se e a chi dare del tu, ma via Modesta, tranquilla, poniti nello stato d'animo giusto. E allora, che "Tu" sia.
Scatta l'ormai onnipresente presentazione in power point. Quaranta minuti durante i quali il caro esaminatore, non fa che leggere quello che c'è scritto sullo schermo, aggiungendo una virgola qua e là per personalizzare l'impersonale per eccellenza. E tu ti domandi "ma spiegherà prima o poi o si limiterà a leggere, perchè fin qui ci arrivavo da sola...". Lui continua a leggere ma "se hai dubbi o domande non esitare".
Le domande arrivano alla fine della presentazione, durante la quale ormai lo lasci parlare perchè ti sei fatta prendere da chissà quale scrupolo di educazione e credi sia poco carino  alzarti ed andartene nel bel mezzo dell'orazione.
A questo punto hai due possibilità: lo gonfi di botte e te ne vai soddisfatta, la prendi sul ridere.
Ho scelto la seconda, che poi io sono una pacifica, e gli ho posto i miei dubbi e le mie perplessità, che riassumo di seguito:
"Il fantastico guadagno medio annuo assicurato di 13.000 Euro, dato dalle sole provvigioni, è lordo o netto?"
"I cinque giorni di corso di formazione qui in sede sono totalmente a carico mio o prevedono un rimborso spese per la trasferta?"
"E' proprio necessario aprire una partita Iva?"
"Non ho capito bene perchè dovrei dare io a voi la quota di 300 Euro..."
C'è bisogno delle risposte?
Una sola domanda non ho fatto e adesso quasi, quasi me ne pento, ossia: "Ma me c'hai pure fatto venì da Roma?"
Per fortuna mi ha risparmiato il classico "siamo una grande famiglia!".

....evvvà





postato da: Modesta alle ore 21:05 | link | commenti (4)
categorie: costantemente precaria
29/04/2007

All I need


postato da: Modesta alle ore 16:45 | link | commenti
categorie: music

Un pò di zenzero nel the

A letto troppo tardi, in piedi troppo tardi, di pranzare non se ne parla, non hai ancora digerito la serata prima. Allora prendi il tuo single pentolino, lo riempi d'acqua e ti prepari un the.
Lo zenzero fresco è bello da vedere e da toccare, una radice marroncina che svela un profumo pungente non appena ne scalfisci la corteccia. Un sapore ben preciso, distinguibile tra mille, come l'amaro in bocca che ti è rimasto da ieri sera e che ancora, nonostante lo zenzero, resta lì, proprio alla base della gola, in quel punto preciso da dove senti salire la nausea, a volte.
Nausea che sale perchè sai che non si può più fingere oltre, perchè il momento è arrivato e tu continui a rimandare, sapendo che rimandare è deleterio. Un conflitto che si era quasi sopito quando qualcuno ti ha fatto notare che non c'è niente di più mortale del senso di colpa.
Come ci si può sentire in colpa se si vuole dare una direzione diversa alla propria vita? Sentirsi in colpa perchè o per chi? Per te stessa forse, per non aver fatto prima ciò che sapevi giusto, per aver perso tempo dietro fantasmi ed illusioni, consapevole che ti stavi nascondendo dietro centinaia di alibi, uno diverso per ogni giorno dell'anno. O perchè sai che inevitabilmente il tuo cambio di direzione appartiene solo a te, e nonostante avessi messo in funzione la freccia da un bel pezzo, chi ti stava dietro non l'ha notata, o non l'ha voluta notare. Così è facile che tu svolti a sinistra e chi ti segue vada dritto con la possibiità che sbatta contro un muro. Ma tu non puoi essere responsabile dello scontro frontale, tu la freccia l'avevi messa da un bel pò, non dipende da te se non l'ha vista ed è andato dritto. Non puoi guidare l'auto di qualcun'altro, ma solo la tua.
Ti piace lo zenzero, ti colpisce il fatto che dietro quella corteccia marrone, fibrosa, ci sia una polpa giallo oro, profumata e consistente che aspetta solo di essere trovata.
Adesso stai sorseggiando il tuo the, poi prenderai un coltello, e comincerai a raschiarti via di dosso la corteccia marrone.
Quando la polpa oro verrà alla luce, sarà fatta. Allora, finalmente, ti sarai ritrovata.



postato da: Modesta alle ore 12:52 | link | commenti (3)
categorie: panta rei, oriental style
27/04/2007

ANNA


postato da: Modesta alle ore 20:01 | link | commenti (4)
categorie: roma
26/04/2007

L'è un geniaccio...

Peccato non esserci stata

e per chi lo critica, gli dà del rammollito, lo preferiva allora ecc..., opinione che non condivido, allora si va con l'Inno! o col Cinismo

postato da: Modesta alle ore 21:23 | link | commenti (6)
categorie: come eravamo
25/04/2007

Oggi è così...

Nun je da retta....

Nun je da retta Roma
Che t’hanno cojonato
Sto morto a pennolone
È morto suicidato

Se invece poi te dicheno

Che un morto sé ammazzato

Allora è segno certo 

Che l’hanno assassinato


Vojo canta così fior de grano


Che fai nun me risponni

Me canti 'no stornello

Lo vedi chi è er padron

Insorgi pija er cortello


Vojo canta così fiorin fiorello

 

Annamo daje Roma 

Chi se fa pecorone

Er lupo se lo magna

Abbasta uno scossone


Vojo canta (vabbè) fior de Limoneee...

 

E’ inutile che provochi

A me nun me ce freghi

La gatta presciolosa          

Fece li fiji cechi

Sei troppo sbaraglione

Co' te nun me ce metto

Io batto n’artra strada

Io ciò pazienza aspetto


Vojo canta così fior de mughetto





Tosca

postato da: Modesta alle ore 23:10 | link | commenti (2)
categorie: music, roma, come eravamo
23/04/2007

Responsabilità

Da Rotocalco Televisivo, 22/04/2007


"...Non esiste democrazia senza la responsabilità della libertà..."

Tina Anselmi

postato da: Modesta alle ore 13:46 | link | commenti (2)
categorie: punti di vista

Un omaggio sincero

Un omaggio all'uomo, al giornalista, alla storia, recente e passata che rappresenta.
L'ignoranza non prova vergogna, la cultura e la nobiltà d'animo non scadono mai nella volgarità, così che in tutto il suo messaggio di apertura ha dimostrato, senza volere o dovere dimostrare nulla a nessuno, di essere un Uomo prima di tutto, e grande professionista poi. La sua commozione, sincera, è stata la mia.
Bentornato Enzo.

http://www.repubblica.it

postato da: Modesta alle ore 13:30 | link | commenti (3)
categorie: punti di vista
22/04/2007

Nascevo in quegli anni...


postato da: Modesta alle ore 17:42 | link | commenti (2)
categorie: come eravamo
19/04/2007

L'Universo ritorna

Basta un momento speso bene, così intenso da dilatarsi al punto che pochi giorni sembrano mesi di duro lavoro ed ecco che la concezione di Universo improvvisamente cambia.
Il fatto è, che è più facile porlo lontano da noi, irraggiungibile, mistico. Ci permette di convincerci che è così tanto difficile anche solo da avvicinare che non siamo poi così idioti se non ci proviamo nemmeno. Finchè qualcosa o qualcuno non ti dimostra che tutto è proprio come nella storiella del dito e della luna.
Quando l'Universo beve caffè e coca-cola, ti cammina affianco e ti sorride, tutto ciò che avevi idealizzato svanisce, ma invece di lasciare dietro sè un vuoto o una delusione, accende una rinnovata vitalità.
A quel punto ti senti un'idiota.
Ma anche più vicino a quel filo.
Siamo uno strumento meraviglioso. Basterebbe ritrovare il libretto delle istruzioni.

postato da: Modesta alle ore 00:10 | link | commenti
categorie: panta rei, oriental style
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